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11 Maggio 2026

Emergenza pavoni a Punta Marina: rumori, danni e polemiche tra i residenti

La colonia cresciuta negli anni divide il paese: c’è chi difende gli animali e chi chiede interventi immediati per ridurne la presenza

A Punta Marina, sul litorale ravennate, da settimane non si parla d’altro. I protagonisti sono i pavoni che da anni popolano la località balneare e che oggi, complice una crescita incontrollata della colonia, sono diventati un vero caso nazionale, anche grazie a un servizio andato in onda a La Vita in Diretta.

C’è chi li fotografa come una curiosa attrazione turistica e chi, invece, non riesce più a dormire a causa dei loro richiami continui. Nel frattempo il paese si divide: da una parte ci sono coloro che considerano questi animali un simbolo da tutelare, dall’altra chi chiede soluzioni rapide per limitarne la presenza.

Secondo le stime più recenti, gli esemplari presenti sarebbero ormai alcune centinaia. I pavoni si muovono liberamente tra le strade del paese, sui tetti delle abitazioni e perfino nei pressi dei locali del centro.

I primi avvistamenti risalgono a circa dodici anni fa, quando nella zona vivevano soltanto pochi esemplari, probabilmente fuggiti da proprietà private oppure abbandonati.

Con il passare del tempo gli animali hanno trovato un ambiente favorevole alla riproduzione e la colonia è aumentata gradualmente fino a raggiungere i numeri attuali. Molti residenti raccontano che il cambiamento più evidente sia avvenuto durante il lockdown del 2020: con meno traffico e una ridotta presenza di persone in circolazione, i pavoni hanno iniziato a spingersi stabilmente verso il centro abitato. Oggi non è raro incontrarli davanti alle case oppure appollaiati sui tetti degli edifici.

Il problema principale segnalato dagli abitanti riguarda il rumore. Durante la primavera, nel periodo dell’accoppiamento, i maschi emettono richiami particolarmente forti e ripetuti che spesso iniziano nel cuore della notte e proseguono fino all’alba. Alcuni residenti raccontano di riuscire a riposare soltanto poche ore.

I disagi, però, non si limitano al frastuono. Diverse persone lamentano tegole spostate dai tetti, infiltrazioni d’acqua, automobili graffiate o colpite dai becchi degli animali e giardini danneggiati.

Il comportamento dei pavoni è legato ai riflessi: quando vedono la propria immagine specchiata su carrozzerie, grondaie o altre superfici lucide, tendono a beccare credendo di avere davanti un rivale.

In alcune aree del paese gli animali si spostano in gruppi numerosi, rallentando il traffico e sporcando i marciapiedi con il guano. Per molti residenti, la convivenza è diventata sempre più difficile.

La presenza dei pavoni ha finito per spaccare Punta Marina. Da una parte ci sono i cittadini esasperati, che chiedono interventi immediati per ridurre il numero degli esemplari o trasferirli altrove. Dall’altra c’è chi difende gli animali, sostenendo che rappresentino ormai parte integrante dell’identità della località balneare.

Il fascino della celebre “ruota” colorata, tuttavia, non basta più a placare il malcontento di chi deve convivere quotidianamente con schiamazzi e danni.

Uno dei principali problemi riguarda la gestione degli animali. I pavoni, infatti, non appartengono ufficialmente né al Comune né alla Regione e questo rende più complesso stabilire chi debba intervenire concretamente.

Per il momento il Comune di Ravenna sta valutando un censimento per comprendere con precisione quanti siano gli esemplari presenti, dove nidifichino e quale sia la distribuzione tra maschi e femmine. Solo successivamente potranno essere adottate eventuali misure.

Tra le ipotesi emerse nelle ultime settimane c’è anche quella di trasferire parte della colonia in aree dedicate o strutture attrezzate. Alcune realtà del territorio, come Safari Ravenna, avrebbero già dato disponibilità ad accogliere una parte degli animali. Qualsiasi eventuale spostamento, però, dovrà seguire regole precise per garantire il benessere dei pavoni e rispettare tutti i controlli sanitari previsti.

Nel frattempo le associazioni animaliste invitano i cittadini a non nutrire gli animali, poiché questo comportamento favorisce il loro avvicinamento alle abitazioni e contribuisce ad aumentare i problemi igienici.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis