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27 Aprile 2026

Singapore, studente francese rischia il carcere per un video virale dove lecca una cannuccia

Un gesto ripreso per i social si trasforma in un caso giudiziario: il giovane è accusato di disturbo della quiete pubblica e danneggiamento. L’azienda proprietaria del distributore ha dovuto sostituire 500 cannucce

Quello che doveva essere un semplice contenuto destinato ai social network si è trasformato in una vicenda giudiziaria di rilievo internazionale. A Singapore, uno studente francese di 18 anni, Didier Gaspard Owen Maximilien, rischia infatti una pesante condanna dopo aver compiuto un gesto che ha suscitato indignazione e allarme nell’opinione pubblica.

Il 12 marzo scorso, il ragazzo, che si trova nella città-Stato con un visto accademico, si è filmato mentre leccava una cannuccia destinata all’uso pubblico presso un distributore automatico di succo d’arancia, situato all’interno di un centro commerciale. Dopo averla leccata, l’ha reinserita nell’erogatore, rendendola nuovamente disponibile ai clienti. Il filmato è stato successivamente pubblicato su Instagram con toni provocatori e, nel giro di poche ore, è diventato virale, suscitando disgusto e profonda indignazione.

Secondo quanto emerge dai documenti del tribunale diffusi dai media locali, il giovane era pienamente consapevole che il suo comportamento avrebbe potuto provocare disagio tra i presenti. Proprio questo elemento rappresenta uno dei cardini dell’impianto accusatorio. Le autorità di Singapore gli contestano infatti due reati: disturbo della quiete pubblica e danneggiamento, violazioni che, nel sistema giudiziario singaporiano, prevedono sanzioni particolarmente severe.

Se riconosciuto colpevole, Didier Gaspard Owen Maximilien potrebbe essere condannato a oltre due anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa significativa. Una prospettiva estremamente gravosa per un’azione nata esclusivamente con l’intento di attirare attenzione e ottenere visibilità online.

A rendere ancora più rilevante la vicenda è stato anche il danno economico causato dall’episodio. La società iJooz, proprietaria del distributore automatico coinvolto, ha immediatamente denunciato l’accaduto e ha dovuto attivare un protocollo straordinario di sicurezza. L’azienda è stata costretta a sostituire tutte le 500 cannucce presenti nel dispositivo, un intervento indispensabile per garantire la tutela dei consumatori e preservare la fiducia nel servizio. L’operazione ha comportato costi aggiuntivi e possibili ripercussioni reputazionali.

Il caso ha rapidamente superato i confini della cronaca locale, alimentando un più ampio dibattito sull’uso irresponsabile dei social media e sulle conseguenze derivanti dalla ricerca di notorietà online. In un Paese come Singapore, dove il rispetto delle regole e gli standard igienici rappresentano pilastri fondamentali della convivenza civile, anche una bravata apparentemente innocua può assumere rilevanza penale.

Nel frattempo, oltre al procedimento giudiziario, il giovane è anche oggetto di un’indagine interna da parte dell’istituto presso il quale studia. I suoi genitori sono già arrivati a Singapore per assisterlo in questa delicata fase. L’udienza è stata fissata per il prossimo 22 maggio.

 

 

 

 

Letizia Demontis