
Un’epoca d’oro del giornalismo scandalistico italiano potrebbe essere vicina al capolinea. Secondo un’indiscrezione lanciata da Lettera 43, il Gruppo Mondadori starebbe seriamente valutando la chiusura di Chi, la rivista che per decenni ha dettato i ritmi della cronaca rosa nazionale. Una decisione che maturerebbe in un clima di profonda ristrutturazione aziendale e dopo le recenti scosse che hanno colpito la testata.
La crisi di Chi ha subito un'accelerazione lo scorso marzo, quando Alfonso Signorini ha rassegnato le dimissioni dopo vent'anni di leadership incontrastata. Sebbene il celebre direttore abbia ufficialmente motivato l'addio con il desiderio di ritrovare una dimensione privata ormai perduta, è innegabile che il suo congedo sia arrivato nel pieno dello scandalo innescato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona.

Gli attacchi dell'ex "re dei paparazzi" hanno creato un clima di forte tensione attorno al giornale, ma a pesare sulla decisione finale di via Mondadori sarebbero ragioni puramente economiche e di mercato.
Il panorama della stampa cartacea in edicola delinea uno scenario spietato. I dati di marzo 2026 mostrano come Chi fatichi a tenere il passo dei competitor e del mercato digitale: Dipiù (Cairo Editore) 195.000 copie, Oggi 106.000 copie, Nuovo 102.000 copie e Chi 47.000.
Con sole 47 mila copie vendute, il settimanale si trova in una posizione di estrema fragilità. La contrazione degli investimenti pubblicitari e il crollo dell'interesse per il "gossip in purezza" cartaceo — oggi sostituito dalle stories istantanee e dai post social dei diretti interessati — hanno reso il modello di business della rivista sempre meno sostenibile.

Il futuro di Mondadori sembra viaggiare su binari diversi da quelli della carta stampata periodica. Durante l'ultima assemblea di gruppo, Marina Berlusconi ha ribadito la volontà di concentrare gli sforzi sul settore Libri, che oggi garantisce i margini di profitto più solidi per il Gruppo.
Mentre i ricavi delle attività digitali hanno ormai sorpassato quelli derivanti dalle rotative, il gossip tradizionale sembra non essere riuscito a compiere con successo la transizione verso il web. Quello che si profila all'orizzonte per Chi è una sorta di "requiem" editoriale: l'incapacità di imporsi nel nuovo ecosistema informativo digitale potrebbe portare alla chiusura definitiva di una testata che ha raccontato la vita degli italiani per oltre trent'anni.
Al momento, da Segrate non sono giunti commenti ufficiali, ma il silenzio della casa editrice non fa che alimentare i dubbi sulla permanenza in edicola della storica rivista viola.
@Redazione Sintony News