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21 Aprile 2026

Dermatite bovina in Sardegna, emergenza nel Sarrabus: 178 capi abbattuti e piano di contenimento

Nuovi focolai tra Muravera e Villaputzu, interventi sanitari e ristori agli allevatori. Tavolo verde in Regione: focus su gestione contagio, movimentazione e fondi per il comparto zootecnico

Torna l’allarme dermatite bovina in Sardegna, con nuovi focolai individuati nel Sarrabus tra Muravera e Villaputzu. Per contenere la diffusione della malattia è stato attivato un piano di intervento che prevede l’abbattimento di 178 capi di bestiame, inclusi animali sani.

La situazione, considerata delicata, è stata affrontata nel corso del Tavolo verde convocato a Cagliari e presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus. L’incontro ha riunito istituzioni e associazioni di categoria per fare il punto sull’emergenza e definire le strategie operative nel breve periodo.

 

“Il nuovo focolaio è una brutta notizia - ha dichiarato Agus - ma la Regione, insieme alla sanità e alle aziende sanitarie locali, sta lavorando con tempestività per contenere il problema e uscire dall’emergenza il prima possibile”. L’assessore ha inoltre sottolineato che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se si tratti di episodi isolati o dell’inizio di una diffusione più ampia.

Secondo i dati aggiornati, i bovini infettati risultano otto, mentre sei animali sono deceduti. I controlli effettuati dalla Asl di Cagliari negli allevamenti circostanti non hanno evidenziato ulteriori casi sospetti, elemento che lascia spazio a un cauto ottimismo sulla possibilità di circoscrivere il contagio.

 

Resta centrale il tema della movimentazione del bestiame, particolarmente critico in un territorio insulare come la Sardegna. “Le disposizioni spettano al Ministero - ha precisato Agus - ma chiediamo che non vengano adottate misure penalizzanti per la nostra regione. L’insularità non deve tradursi in restrizioni più gravose rispetto ad altri territori, con conseguenze economiche significative”.

Sul piano economico, la Regione conferma la disponibilità di risorse già stanziate. I fondi residui permetteranno una prima fase di ristori per le aziende colpite, oltre agli interventi già previsti per il comparto zootecnico.

Nel corso del Tavolo verde è stata inoltre ribadita la necessità di rafforzare il coordinamento tra le strutture regionali attraverso l’attivazione di un tavolo tecnico dedicato, con funzioni di monitoraggio dell’evoluzione epidemiologica, miglioramento della comunicazione con gli allevatori e definizione di ulteriori misure di sostegno.

Resta alta la preoccupazione tra gli operatori del settore, anche alla luce del ritorno della malattia a pochi mesi dalla precedente emergenza, già contenuta grazie alla campagna vaccinale. Il tema sarà inoltre discusso in Consiglio regionale nella seduta congiunta delle commissioni Attività produttive e Sanità.

Accanto alla gestione dell’emergenza sanitaria, la Regione prosegue nel garantire liquidità al comparto agricolo. È stato confermato un flusso di circa 60 milioni di euro legato ai pagamenti della PAC e alle misure del Complemento di sviluppo rurale, reso possibile da un accordo che consente di rispettare le scadenze nazionali posticipando alcuni controlli.

Infine, è stata richiamata l’urgenza di accelerare sull’attuazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. “Abbiamo meno di due anni per completare la programmazione ha concluso Agus - e non possiamo permetterci di perdere risorse europee fondamentali per il comparto”.

 

Nel corso del Tavolo verde è intervenuto anche il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che ha evidenziato alcune criticità legate alla gestione dell’emergenza e al coordinamento istituzionale.

Grandi assenti all’incontro di oggi, sul tema emergenziale dei nuovi focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini, erano certamente la rappresentanza dell’Assessorato della Sanità e quella dei Servizi veterinari. Sulle strategie di gestione della nuova manifestazione della malattia, registrata nel Sarrabus, rimangono ancora da capire e definire le modalità di intervento”, ha dichiarato Taras a margine della riunione convocata a Cagliari dall’assessore all’Agricoltura Francesco Agus.

Il presidente ha inoltre ribadito la disponibilità dell’associazione ad approfondire e confrontarsi con il sistema sanitario regionale, sia sul piano di azione per contenere la malattia, sia su quello informativo rivolto agli allevatori. “Una informazione che deve dare risposte a oltre il 96% delle aziende che hanno aderito e collaborato pienamente al programma di vaccinazione della scorsa estate”, ha sottolineato.

Secondo Taras, la recrudescenza epidemiologica, se non gestita in modo adeguato, rischia di compromettere i risultati ottenuti finora. “L’idea di bloccare nuovamente le movimentazioni degli animali, come nel 2025, sarebbe una condizione capace di mettere a rischio il sistema produttivo bovino dell’Isola”, ha aggiunto, chiedendo aggiornamenti costanti e un confronto diretto con l’Assessorato della Sanità e con il sistema veterinario territoriale.

Nel suo intervento, Confagricoltura Sardegna ha posto l’attenzione anche sulla gestione delle anomalie relative alle domande PAC e alle Pratiche locali tradizionali di pascolamento. “Le informazioni ricevute oggi non sono sufficienti e permangono numerosi punti critici che necessitano chiarimenti definitivi”, ha spiegato Taras, sottolineando le difficoltà che si ripresentano da anni e che incidono sui pagamenti agli allevatori e sul lavoro dei Centri di assistenza agricola.

 

 

 

 

 

Letizia Demontis