
Il triplice fischio a Zenica sancisce il punto più basso della storia del calcio italiano: per la terza volta consecutiva, la Nazionale non parteciperà alla fase finale dei Mondiali. Una disfatta che matura ai calci di rigore dopo una battaglia drammatica finita 5-2 per i padroni di casa, al termine di una gara che ha visto l'Italia lottare in dieci uomini per oltre un'ora.
Il gol di Moise Kean nel primo tempo aveva illuso un intero Paese, ma l'espulsione subita al 42’ ha cambiato l'inerzia del match. Nonostante la resistenza eroica, la lotteria dei rigori ha condannato i ragazzi di Rino Gattuso, lasciando l'Italia ancora una volta spettatrice del torneo più importante del mondo.
Un Gattuso visibilmente commosso si è presentato ai microfoni della Rai nel post-partita, chiedendo scusa a nome di tutto il gruppo.
"Se oggi mi pungono con una spilla, non esce una goccia di sangue: così fa davvero male", ha dichiarato il CT con la sua consueta schiettezza. "Sono orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dato tutto e creato occasioni anche in inferiorità numerica. Fa male per noi, per le famiglie e per tutto il movimento".
Le parole più cariche di amarezza sono arrivate però da Leonardo Spinazzola, veterano del gruppo: "Il pensiero va ai bambini. È terribile che un’altra generazione cresca senza vedere l'Italia ai Mondiali".
Mentre la squadra piange sul campo, a Roma si apre una crisi istituzionale senza precedenti. Il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, si è assunto la "responsabilità oggettiva" del fallimento, ma non ha rassegnato dimissioni immediate, rimandando ogni decisione alla valutazione del Consiglio Federale. Gravina ha inoltre espresso il desiderio di confermare sia Gattuso che il capodelegazione Gigi Buffon, nel tentativo di dare continuità tecnica.
Sullo sfondo del dibattito politico-sportivo emerge con forza il nome di Giovanni Malagò. Il Presidente del Coni sarebbe già stato sondato da diversi presidenti di Serie A come possibile candidato alla presidenza della FIGC. Una figura di garanzia che potrebbe tentare di ricostruire le macerie di un sistema che, dopo il trionfo europeo del 2021, sembra essere sprofondato in un tunnel senza fine.
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