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7 Aprile 2026

Crisi carburante aerei, scattano le restrizioni in quattro aeroporti italiani

Voli a rischio e prezzi in aumento

Le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente e l'instabilità nel Golfo iniziano a proiettare ombre concrete sull'operatività dei cieli italiani. Da alcune ore, negli scali di Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso, sono entrate in vigore le prime restrizioni ufficiali all'erogazione di carburante per i velivoli civili.

A far scattare l'allarme è stata Air Bp Italia, uno dei principali player nella fornitura di Jet Fuel, che attraverso un Notam (bollettino aeronautico) ha comunicato alle compagnie la necessità di razionare le scorte, almeno fino al prossimo 9 aprile.

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Non si tratta di un blocco totale, ma di una distribuzione selettiva basata su una rigida scala di priorità. Per evitare il paralisi dei servizi essenziali, Air Bp ha stabilito che i rifornimenti saranno garantiti senza limitazioni solo per tre categorie: voli sanitari (ambulanze aeree), voli di Stato e rotte a lungo raggio (voli con durata superiore alle tre ore).

Per tutti gli altri collegamenti, dai voli nazionali a quelli a medio raggio nell'area Schengen, entra in vigore il "tetto massimo" per singolo rifornimento.

Le restrizioni quantitative variano a seconda dell'aeroporto, delineando una mappa del disagio che colpisce duramente il Nord Italia. Bologna e Venezia: tetto massimo di 2.000 litri per aereo.

Treviso: limite fissato a 2.500 litri.

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Milano Linate: confermate le restrizioni, sebbene non sia stato ancora ufficializzato un limite numerico preciso.

Il caso di Venezia appare il più complesso. Ai piloti diretti verso il "Marco Polo" è stata inviata una raccomandazione esplicita: effettuare il rifornimento massimo possibile negli scali di partenza prima di atterrare in Laguna, così da ridurre al minimo la necessità di attingere alle scorte locali.

Nonostante il bollettino tecnico, il Gruppo Save (gestore degli scali veneti) invita alla calma, definendo le limitazioni "non significative" per la regolarità complessiva dei voli. Secondo la società, la criticità riguarderebbe un singolo fornitore, mentre gli altri operatori presenti in pista garantirebbero scorte sufficienti per la normale operatività.

Sulla stessa linea il presidente dell'Enac, Pierluigi Di Palma, che attribuisce le attuali difficoltà più al picco di traffico pasquale che a un blocco strutturale dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, Di Palma ha lanciato un monito: se il conflitto in Medio Oriente dovesse prolungarsi, causando interruzioni prolungate alle rotte delle navi cisterna, le ripercussioni sull'intero sistema dei trasporti nazionale diventerebbero "inevitabili".

 

 

 

@Redazione Sintony News