
Le persone sottoposte a regime detentivo nella Casa Circondariale di Uta si mettono a nudo e diventano libri umani; si raccontano senza filtri al pubblico in una Biblioteca vivente che nasce con lo scopo di abbattere stereotipi e pregiudizi. I lettori possono prendere in prestito i libri umani per conversazioni faccia a faccia, promuovendo empatia e comprensione reciproca.
È questa l'essenza dell'azione TuttoMondo coordinata da Prohairesis nell'ambito di Liberi dentro per crescere fuori, progetto quadriennale selezionato dall'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Realizzata dagli esperti di ABCittà, l'azione prevede una rigorosa fase di preparazione, coordinata da Ulderico Maggi, che inizierà mercoledì 8 aprile con un incontro di presentazione e la costruzione della mappa dei pregiudizi insieme ai detenuti. Seguiranno quattro appuntamenti di formazione (8, 15, 22 e 28 maggio) volti a definire i titoli e le quarte di copertina delle storie che verranno narrate.
Il culmine dell'iniziativa sarà l'evento pubblico previsto per giugno a Cagliari: uno spazio cittadino dove la comunità esterna potrà incontrare le persone detenute, favorendo un’immersione nella complessità delle loro storie e una presa di coscienza collettiva sul senso della rieducazione e dell'inclusione. Liberi dentro per crescere fuori mira così a trasformare il carcere da luogo di esclusione a spazio di rigenerazione culturale, mettendo al centro la dignità della persona e il diritto dei minori a un futuro libero dai marchi del passato.

L'iniziativa si rivolge specificamente a genitori di minori, detenuti presso la Casa Circondariale di Uta o in misura alternativa, con l'obiettivo di preservare il legame affettivo con i propri figli e contrastare lo stigma sociale che spesso colpisce queste famiglie.
Attraverso il modello interculturale All (ABCittà Living Library), riconosciuto dal Consiglio d’Europa, l’incontro biografico diventa uno strumento di coesione sociale: il libro umano narra un episodio della propria vita a un lettore che ascolta e pone domande, trasformando il pregiudizio in un oggetto culturale da decostruire attraverso l'emozione e la relazione uno a uno.
La rete di partenariato del progetto comprende la cooperativa Elan (capofila), insieme a Panta Rei Sardegna, Solidarietà Consorzio, Exmè & Affini, Casa delle Stelle, la Direzione del carcere di Uta, l'Uiepe, il Comune di Cagliari, l'associazione Prohairesis e Aragorn S.r.l..
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