
Non è solo un’impressione dei consumatori tra gli scaffali dei supermercati: la Pasqua 2026 è ufficialmente nel segno dei rincari e, soprattutto, della riduzione delle porzioni. Secondo un’indagine condotta da Udicon (Unione per la difesa dei consumatori) in collaborazione con l’Istituto Piepoli, quasi 9 italiani su 10 lamentano un aumento generalizzato dei prezzi per i prodotti tipici della ricorrenza.
Il bersaglio principale delle critiche è l’uovo di cioccolato, percepito non solo come un bene di lusso, ma vittima di una strategia commerciale che sta facendo infuriare le famiglie: la shrinkflation.

Il termine inglese shrinkflation (fusione di shrink, restringere, e inflation, inflazione) descrive perfettamente ciò che sta accadendo nelle corsie dei dolci. Il fenomeno consiste nel ridurre la quantità di prodotto all'interno delle confezioni mantenendo invariati il prezzo e il packaging, rendendo il rincaro meno evidente a un primo sguardo.
I dati emersi dallo studio sono impietosi: l'85% degli intervistati ritiene le uova pasquali eccessivamente costose, il 46% ha notato chiaramente che le uova sono diventate più piccole rispetto agli anni passati, l'84% dei consumatori ha ormai imparato a riconoscere la shrinkflation, segno che l'occhio degli italiani è diventato estremamente critico.

La reazione del pubblico è di netta chiusura. Per 3 italiani su 4, questo fenomeno incide direttamente sulle decisioni d'acquisto, portando molti a rinunciare al prodotto o a cercare alternative.
C’è però un dato sorprendente che emerge dalla ricerca: il consumatore preferirebbe la trasparenza. La maggioranza degli intervistati dichiara infatti che sarebbe più corretto aumentare il prezzo di listino lasciando invariata la quantità, piuttosto che nascondere il rincaro riducendo il peso dell'uovo o della colomba.
Per la quasi totalità del campione, l'aumento dei prezzi è considerato "forte". Udicon sottolinea come questa dinamica rischi di svuotare le tavole di molti cittadini, colpendo le tradizioni più sentite. "Le persone si sentono raggirate quando trovano meno prodotto in una scatola che sembra uguale a quella dell'anno precedente", spiegano gli esperti dell'associazione.
@Redazione Sintony News