
Le luci del cinema si accendono su una delle vicende giudiziarie più sconvolgenti della storia repubblicana. In questi giorni, il cuore di Cagliari è diventato un set a cielo aperto per le riprese di "Zustissia", il lungometraggio che ripercorre l'odissea di Beniamino Zuncheddu, il pastore di Burcei rimasto in carcere ingiustamente per ben 33 anni.
Giovedì la produzione ha occupato piazza Garibaldi con telecamere, microfoni e un imponente spiegamento di attrezzature, attirando la curiosità di residenti e passanti. Non è la prima tappa del progetto: la troupe è già stata avvistata nei pressi del Palazzo di Giustizia, luogo simbolo di una giustizia che, per troppo tempo, ha commesso un errore drammatico.

Il film non nasce dal nulla, ma affonda le radici nella testimonianza diretta contenuta nel libro "Io sono innocente", scritto a quattro mani dallo stesso Zuncheddu insieme al suo storico legale, l'avvocato Marco Trogu.
Proprio Trogu, nel volume, ricostruisce gli otto anni di battaglie legali, indagini difensive e colpi di scena necessari per scardinare l'ergastolo inflitto per la strage di Sinnai del 1991 e arrivare, finalmente, all'assoluzione definitiva pronunciata dalla Corte d'Appello di Roma nel gennaio 2024.
La produzione è firmata da Palomar, vero gigante del settore cinematografico e televisivo, che ha deciso di scommettere su questa storia di riscatto e verità. Ecco i dettagli principali del progetto: dietro la macchina da presa c'è il sardo Francesco Piras, garanzia di uno sguardo autentico sulle ambientazioni isolane.

La sceneggiatura è firmata da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, i quali hanno lavorato per tradurre in linguaggio filmico la complessità emotiva e giuridica del caso.
Il calendario delle riprese prevede tappe tra Cagliari e Burcei, i luoghi dove l'incubo di Beniamino ha avuto inizio e dove, oggi, cerca di ricostruire la propria libertà.
"Zustissia" (titolo che in sardo significa appunto Giustizia) promette di essere un racconto crudo e necessario. La trama ruota attorno all'8 gennaio 1991, quando tre pastori furono uccisi e uno ferito in un agguato mortale. Zuncheddu, nonostante si sia sempre proclamato innocente, ha dovuto scontare gran parte della sua vita dietro le sbarre prima che una revisione del processo dimostrasse la sua totale estraneità ai fatti.
Nelle prossime settimane, la produzione continuerà a spostarsi nel sud Sardegna, catturando la bellezza aspra dei territori di Burcei e la solennità delle strade cagliaritane, in un omaggio cinematografico a un uomo a cui una sentenza sbagliata ha rubato il futuro.
@Redazione Sintony News