
Dalle luci di Sanremo ai palchi della politica. Quella che fino a pochi giorni fa era solo un’indiscrezione insistente è diventata realtà a Milano: la canzone vincitrice dell’ultimo Festival, "Per sempre sì" di Sal Da Vinci, è ufficialmente il tema musicale della kermesse di Fratelli d'Italia a sostegno del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Al Teatro Parenti, il tormentone sanremese non funge solo da colonna sonora, ma scandisce i ritmi serrati del dibattito. I relatori hanno a disposizione quattro minuti esatti per esporre le ragioni del "Sì"; allo scadere del tempo, un gong definito "assordante" dalle agenzie di stampa interrompe il discorso, lasciando subito spazio alle note di Sal Da Vinci.

Il cantante napoletano, pur avendo confermato nei giorni scorsi una telefonata di congratulazioni ricevuta dalla Premier Giorgia Meloni, ha sempre ribadito che non vi è stata alcuna richiesta ufficiale di patrocinio politico. «La mia canzone è di tutti», ha dichiarato l'artista, preferendo trincerarsi dietro un "no comment" riguardo all'uso specifico in una manifestazione di partito.
Tecnicamente, d'altronde, i partiti non sono tenuti a chiedere il permesso diretto all'autore per trasmettere un brano durante un evento. È sufficiente corrispondere i diritti dovuti (tramite SIAE o organismi simili) secondo i tariffari previsti per le manifestazioni pubbliche. Salvo ricorsi per "danno d'immagine" o dissociazioni formali, l'opera una volta pubblicata segue le leggi del mercato e della diffusione pubblica.
Sulla questione è intervenuto Giovanni Donzelli, responsabile nazionale organizzazione di FdI, che ha cercato di blindare l'artista dalle polemiche:

«Sal Da Vinci ha detto che la sua musica è libera e a disposizione di tutti. Se vogliamo utilizzarla, possiamo farlo. Ma sia chiaro: la nostra colonna sonora resta l'Inno di Mameli, questa è solo una scelta legata all'evento».
L'opportunità comunicativa, del resto, era troppo forte per essere ignorata: un brano popolarissimo, in cima alle classifiche e con un titolo che sembra scritto apposta per una campagna referendaria.
Nonostante il "Sì" politico che risuona al Teatro Parenti, il brano di Sal Da Vinci nasce con tutt'altro intento. Si tratta di una canzone d'amore pura, che celebra la promessa del matrimonio. Sebbene guardi a valori tradizionali, l'artista ha più volte sottolineato l'universalità del messaggio: il "Sì" si rivolge a ogni tipo di unione, senza distinzioni di genere, il celebre balletto di TikTok con il gesto dell'anello all'anulare conferma che il cuore del testo è la fedeltà sentimentale, non la riforma della giustizia.
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