
Il 13 marzo non è una data qualunque per la nostra salute: si celebra oggi la Giornata Mondiale del Sonno, un evento globale promosso dalla World Sleep Society e rilanciato in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità. Il messaggio degli esperti è perentorio: il riposo non è un lusso, ma un pilastro del benessere fondamentale quanto una buona dieta e l'attività fisica. "Dormire bene promuove la resilienza; trascurarlo danneggia corpo e mente", avvertono le autorità sanitarie.
Tuttavia, i dati fotografano un’Italia che fatica a chiudere gli occhi: il 30% dei cittadini dorme meno di sei ore a notte, una soglia critica sotto la quale la salute psicofisica inizia a vacillare.

L'insonnia resta il nemico numero uno, colpendo circa 12 milioni di italiani in forma cronica o passeggera. Ma c'è un altro disturbo, più silenzioso e pericoloso, che emerge con forza dalle statistiche: le apnee ostruttive del sonno.
Si stima che oltre 24 milioni di adulti in Italia soffrano di interruzioni della respirazione durante il riposo. Il dato allarmante è il divario tra malati e diagnosticati: solo 460mila persone sanno di soffrirne e appena la metà riceve un trattamento.
"Investire nel sonno significa prevenire le demenze", spiega Pasquale Palumbo, presidente della Sno (Società dei neurologi ospedalieri). "Qualità e durata del riposo modulano meccanismi biologici che, se trascurati, accelerano il declino cognitivo".

Il sonno non è uguale per tutti, e le donne risultano essere i soggetti più vulnerabili. Il rischio di insonnia è sensibilmente più alto per la popolazione femminile, a causa di un mix di fattori sociali e, soprattutto, ormonali. Estrogeni e progesterone regolano la continuità del riposo; le loro oscillazioni — durante il ciclo, la gravidanza o la menopausa — rendono il sonno più leggero e frammentato.
Giorgia Chinaglia, neurologa esperta dell'Aims, sottolinea i momenti critici: gravidanza, nel primo trimestre prevale la sonnolenza; nel terzo, l'ingombro fisico e la possibile insorgenza della Sindrome delle gambe senza riposo (spesso legata alla carenza di ferro) rendono le notti un calvario.

Menopausa: la transizione ormonale deteriora drasticamente la qualità del riposo.
Un fenomeno moderno che sta preoccupando i cronobiologi è il Social Jetlag. Introdotto dallo studioso Till Roenneberg, descrive lo sfasamento tra il nostro orologio interno e i ritmi imposti dalla società (lavoro, scuola, impegni).
Si manifesta tipicamente nel weekend: ci si sveglia presto per dovere durante la settimana e si recupera dormendo fino a tardi il sabato e la domenica. Questo "salto di fuso orario" artificiale causa stanchezza cronica, calo delle prestazioni cognitive e alterazioni dell'umore, proprio come dopo un volo transoceanico.
@Redazione Sintony News