
Il conto alla rovescia per l'arrivo della bella stagione è ufficialmente iniziato. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l'Italia e gran parte dell'Europa saluteranno l'ora solare per accogliere l'ora legale. Il cambio avverrà alle ore 2:00 del mattino, quando gli orologi dovranno essere spostati un'ora in avanti.
Se da un lato l'evento regalerà pomeriggi più luminosi e un risparmio energetico stimato in centinaia di milioni di euro, dall'altro comporterà la consueta perdita di un'ora di sonno, con i relativi piccoli disturbi al ritmo circadiano che molti italiani avvertono nei giorni successivi al passaggio.

Nonostante l'entusiasmo iniziale, la proposta di abolire il passaggio semestrale tra ora legale e solare sembra essere finita in un binario morto a Bruxelles.
Il plebiscito del 2018: Una consultazione pubblica europea raccolse 4,6 milioni di voti, con l'84% dei cittadini favorevole allo stop definitivo del cambio.
Il voto del Parlamento (2019): Gli eurodeputati diedero il via libera alla riforma, lasciando ai singoli Stati la libertà di scegliere quale orario mantenere fisso.
La transizione, inizialmente prevista per il 2021, si è bloccata a causa della mancata intesa tra i governi nazionali. Il timore principale è quello di creare un "mosaico" di fusi orari scoordinati tra Paesi vicini, con conseguenze pesanti su trasporti, logistica e mercati finanziari.
Ad oggi, non esiste una data certa per la ripresa dei negoziati, lasciando l'Europa legata a una direttiva che molti considerano ormai superata.

Mentre l'Europa attende la fine di marzo, in altre parti del globo l'ora legale è già una realtà.
Negli Stati Uniti e in Canada le lancette sono state spostate nella notte tra il 7 e l'8 marzo. Fanno eccezione le Hawaii e gran parte dell'Arizona, che mantengono l'orario standard tutto l'anno.
Australia: Trovandosi nell'emisfero australe, l'ora legale terminerà il prossimo 5 aprile 2026, quando i residenti di regioni come Victoria e New South Wales riporteranno gli orologi indietro per prepararsi all'inverno.
Oltre al risparmio in bolletta — che secondo i dati storici di Terna ha garantito risparmi miliardari agli utenti negli ultimi vent'anni — l'ora legale è vista con favore soprattutto nei Paesi del Sud Europa, dove la maggiore insolvenza serale favorisce il turismo e le attività all'aperto.
@Redazione Sintony News