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11 Marzo 2026

Clima, febbraio 2026 tra i più caldi della storia

Il dato più allarmante riguarda lo scarto termico rispetto al passato: le temperature medie mondiali dello scorso mese sono state di 1,49 °C superiori ai livelli del periodo 1850-1900

Il pianeta continua a mostrare i segni di un surriscaldamento accelerato. Secondo gli ultimi dati forniti dal Copernicus Climate Change Service, l'osservatorio climatico dell'Unione Europea, il mese di febbraio 2026 si è posizionato come il quinto più caldo mai registrato a livello globale.

Il dato più allarmante riguarda lo scarto termico rispetto al passato: le temperature medie mondiali dello scorso mese sono state di 1,49 °C superiori ai livelli del periodo 1850-1900. Si tratta di una soglia vicinissima al limite critico di 1,5 °C stabilito dagli Accordi di Parigi, oltre il quale gli scienziati prevedono impatti irreversibili sugli ecosistemi terrestri.

Copernicus: Febbraio 2026 tra i più caldi mai registrati

Il Vecchio Continente ha vissuto un mese di febbraio caratterizzato da fortissimi contrasti, sia termici che pluviometrici. Sebbene la media europea complessiva sia risultata tra le tre più fredde degli ultimi 14 anni (attestandosi a -0,07 °C), questa statistica nasconde una profonda spaccatura geografica:

Occidente e Sud: In Europa occidentale, meridionale e sud-orientale le temperature sono rimaste ben al di sopra della media stagionale. Queste aree sono state flagellate da piogge estreme e inondazioni diffuse, con un tasso di umidità molto superiore alla norma.

CLIMA, FEBBRAIO 2026 NELLA STORIA: È IL QUINTO PIÙ CALDO DI SEMPRE –  PARLAMENTONEWS

Nord ed Est: al contrario, condizioni climatiche decisamente più rigide hanno interessato la Russia nord-occidentale, i Paesi Baltici, la Finlandia e la Scandinavia.

L'anomalia termica non ha risparmiato il resto del globo. Oltre all'Europa, temperature superiori alla media storica sono state rilevate in: Nord America, Stati Uniti e Canada nord-orientale; Asia, Medio Oriente e Asia centrale; Poli: In particolare l'Antartide orientale ha mostrato valori termici insolitamente elevati.

Il rapporto sottolinea come il contrasto tra zone umide e secche sia stato "netto": mentre l'Europa del sud e dell'ovest affogava sotto piogge record, il resto del continente ha sperimentato una siccità anomala per il periodo invernale. Un'estremizzazione dei fenomeni che, secondo gli esperti, è la firma diretta del cambiamento climatico innescato dai combustibili fossili.

 

 

@Redazione Sintony News