
La tensione che ha portato all’attuale conflitto ha radici in anni di rivalità geopolitiche nel Medio Oriente. Tuttavia, l’escalation decisiva è avvenuta il 28 febbraio 2026, quando una coalizione guidata da Stati Uniti e Israele ha lanciato un attacco aereo su obiettivi militari in Iran, uccidendo il Leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamenei e altri importanti comandanti militari. Questo evento è stato definito un’operazione preventiva per indebolire il programma militare e nucleare iraniano.
Questo attacco ha violato l’equilibrio già fragile in Medio Oriente, innescando una rapida escalation di rappresaglie.

In risposta all’attacco, l’Iran ha lanciato centinaia di missili, droni e attacchi balistici contro obiettivi israeliani, Stati Uniti e delle loro basi nella regione.
Tra i bersagli colpiti ci sono stati anche infrastrutture civili e aeroporti nei Paesi del Golfo, in particolare Dubai e Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, causando esplosioni, chiusure di aeroporti e interruzioni dei voli.
Secondo fonti ufficiali, l’Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni sugli Emirati Arabi Uniti, tra cui Dubai e Abu Dhabi. Gli attacchi hanno provocato almeno 3 morti e 58 feriti tra civili stranieri presenti negli Emirati, con danni a infrastrutture e tratte aeree chiuse.
Le autorità locali hanno intercettato oltre 160 missili e 540 droni con circa 35 colpi effettivi su strutture e aree urbane, tra cui un incendio in un hotel di Dubai e danni significativi agli aeroporti.
Questa guerra coinvolge direttamente o indirettamente diversi Stati e blocchi internazionali: Stati Uniti e Israele (principali attaccanti nella prima fase), Iran (paese colpito e ora in piena ritorsione), Emirati Arabi Uniti (bersaglio di attacchi iraniani), Libano/Hezbollah (scambi di fuoco con Israele), Kuwait, Bahrain, Qatar, Iraq ( basi e forze colpite o coinvolte nelle operazioni), Regno Unito (con basi utilizzate dagli USA e coinvolte in difesa) Russia e Cina (non direttamente combattenti, ma critici nei confronti delle operazioni statunitensi, facendo pressione diplomatica).
La guerra ha effetti geopolitici su tutti i principali attori globali, con schieramenti e pressioni diplomatiche anche negli organismi internazionali, come l’ONU.
La situazione sul terreno è confusa e i numeri sono in costante aggiornamento. Leader e ufficiali militari iraniani uccisi: decine, inclusi capi di alto livello del Corpo delle Guardie della Rivoluzione.
Civili iraniani uccisi in attacchi: decine fino a oltre 150 in specifici bombardamenti.

Cittadini stranieri morti negli EAU: almeno 3 persone e oltre 58 feriti.
Militari statunitensi uccisi: almeno 3 service members nelle basi del Golfo.
Il conflitto ha già fatto impennare i prezzi del petrolio e messo sotto stress le linee di approvvigionamento energetico globale, in particolare per la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il 30% del petrolio mondiale.
Con scontri che coinvolgono diverse forze regionali e attacchi su basi internazionali, emerge il timore di una guerra più ampia, che potrebbe estendersi oltre il Medio Oriente.
@Redazione Sintony News