
Il rientro in Italia del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è trasformato in un caso politico e logistico nel cuore della crisi mediorientale. Rimasto bloccato negli Emirati Arabi Uniti dopo l’improvvisa escalation militare di sabato scorso, il Ministro ha fatto ritorno a Roma a bordo di un volo dell’Aeronautica Militare, ma senza la sua famiglia, rimasta a Dubai in attesa della riapertura dei voli civili.
Il titolare della Difesa era partito venerdì da Roma con un normale volo di linea per trascorrere qualche giorno con i familiari. Tuttavia, l'attacco iraniano che ha colpito anche l'aeroporto internazionale di Dubai ha paralizzato il traffico aereo globale, rendendo impossibile il decollo di qualsiasi volo civile.

Per sbloccare la situazione, Crosetto ha intrapreso un viaggio via terra di circa 500 chilometri per raggiungere Mascate, la capitale dell'Oman. Da qui è decollato alla volta dell'Italia a bordo di un Gulfstream G550 del 31° Stormo di Ciampino, decollato in mattinata da Pratica di Mare per recuperarlo.
Davanti alle critiche delle opposizioni sull'uso del volo di Stato, Crosetto ha risposto con fermezza attraverso un post su X, precisando i dettagli della sua scelta: ha deciso di non imbarcare la famiglia sul volo militare per evitare di esporre civili a ulteriori rischi tattici in un'area ancora instabile.
Il Ministro ha dichiarato di aver bonificato al Comando un importo pari al triplo della tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato, proprio per scongiurare accuse di spreco di denaro pubblico.
Crosetto ha rivendicato l'utilità della sua permanenza negli Emirati, sottolineando come abbia continuato a gestire la crisi e i rapporti con il Pentagono e i partner locali anche durante il blocco.
Nonostante le rassicurazioni, il dibattito politico resta acceso. Il Movimento 5 Stelle ha sollevato dubbi sull'isolamento del Governo, chiedendosi come sia stato possibile che il Ministro della Difesa si trovasse in zona di crisi proprio al momento dell'attacco. Critiche sono arrivate anche dall'eurodeputato Roberto Vannacci, che ha definito "singolare" la presenza di un Ministro della Difesa in "vacanza" in una zona di guerra imminente senza saperlo.
Crosetto ha definito queste polemiche «vergognose e basse», sottolineando che l'attacco a Dubai era un evento imprevedibile e non contemplato nelle ipotesi di intelligence, dato che negli Emirati non si registravano azioni simili da anni.
Mentre il Ministro rientra per riprendere il comando a Roma, circa 20.000 connazionali restano bloccati nell'area del Golfo, tra cui 200 studenti in gita scolastica e diversi volti noti dello spettacolo. L'Unità di Crisi della Farnesina è al lavoro per coordinare i rimpatri non appena le condizioni di sicurezza degli spazi aerei — attualmente chiusi fino almeno al 7 marzo per molte compagnie — lo permetteranno.

Appello disperato anche di BigMama da Dubai. Il suo volo di ritorno dalle Maldive è stato bloccato a Dubai, negli Emirati Arabi. «Stasera vi chiedo di darci una mano perché stiamo vivendo un incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione quindi dovete cercare di muovere tutte le forze possibili. Stamattina sono partita dall'aeroporto di Malè quando il nostro volo è stato dirottato nel deserto nei pressi di Dubai. Siamo stati portati in hotel e adesso ci dicono che dobbiamo restare qui facendo attenzione. Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa. Io sono terrorizzata, siamo tante persone qui. Occhi su di noi, vogliamo tornare a casa. Non ho mai chiesto niente ma ho troppa paura. Voglio solo tornare a casa».
@Redazione Sintony News