
Teatro, scrittura, incontri con gli autori, attività per ragazzi, laboratori di creatività, esposizioni e mostre fotografiche si fondono nel ricco cartellone della nuova edizione della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras nell’ambito del più ampio progetto “Arte e Sostenibilità 2026”.
Tanti i titoli e le iniziative in programma che dal 22 febbraio al 19 aprile 2026 trasformeranno ancora una volta il Teatro Comunale Maria Carta in un osservatorio privilegiato sulla contemporaneità, officina di idee, luogo di ascolto, condivisione e crescita collettiva, dove l'emozione e la partecipazione diventano vera e propria espressione di cittadinanza attiva.

In una realtà sociale e culturale dove l'espressione artistica è sempre più strumento necessario per interpretare le complessità del nostro tempo, l’attività di Abaco Teatro a Villaspeciosa si riafferma quindi come un’azione di primaria importanza che consolida il pluriennale legame dell’Associazione con il territorio. Il nuovo cartellone delinea un percorso multidisciplinare dove l’estetica si fonde con l’etica, proponendo un palinsesto che, unitamente alla godibilità degli spettacoli, abbraccia i temi della sostenibilità, dei diritti e dell’impegno umano.
La Stagione, ricca di proposte di respiro nazionale, tesse una trama narrativa che collega sapientemente le memorie di ieri con le urgenze dell’oggi, dando voce a personaggi e temi che attraversano il confine tra il sociale e l’intimo. Grazie a linguaggi artistici originali e innovativi, la rassegna offre allo spettatore un ventaglio di argomenti che spaziano dalla riflessione storica all'indagine psicologica, invitando la comunità a intraprendere un viaggio artistico, sensoriale e intellettuale capace di generare nuovi stimoli e profonde riflessioni sulla complessità dei giorni nostri.
Inoltre, la “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” con le sue attività collaterali, si configura come un ecosistema culturale integrato, dove agli spettacoli si affiancano laboratori creativi aperti a tutti, pratiche di book sharing, l’iniziativa del "biglietto sospeso" e il voto alla fine di ogni rappresentazione, consolidando un modello di teatro accessibile e monitorando al tempo stesso il gradimento di un’offerta che punta a generare un impatto reale e duraturo sul tessuto sociale del territorio.

L’apertura della rassegna chiarisce immediatamente la vocazione multidisciplinare della Stagione attraverso il progetto "Semi di Speranza" e l’incontro "Parole per il Sociale": un connubio tra fotogiornalismo e poesia civile che lega la solidarietà verso le missioni in Africa alla sensibilizzazione sulle emergenze umanitarie in Palestina e sul benessere femminile, trasformando il foyer del Teatro Maria Carta in uno spazio di riflessione civile. Uno slancio etico che si evolve il primo marzo in un’indagine intima sulla fragilità della memoria con "Il Filo di Teseo", dove il dramma dell’Alzheimer viene indagato attraverso la lente del sostegno familiare. Si approda poi l'8 marzo alla forza ancestrale della lingua madre con "Òja, o Mà", un omaggio alla resilienza della figura materna sarda capace di trasmutare le asperità del quotidiano in energia vitale.
La stagione prosegue scandagliando nuove frontiere del linguaggio scenico il 22 marzo con "I Miti dell’Antica Grecia", dove l’interazione tra attori e avatar digitali rilegge l'epica classica in chiave tecnologica, seguita il 29 marzo dal duello psicologico di "Venere in Pelliccia", un’esplorazione serrata sui confini tra realtà, finzione e dinamiche di potere. Con l'avvicinarsi della chiusura, il registro delle proposte si sposta verso il mistero e il metateatro: il 12 aprile con "La Supplente", una pièce che trasforma la platea in una classe complice di una confessione inattesa, e in chiusura il 19 aprile, nel viaggio onirico de "Il Cavaliere sulla Luna", riscrittura dell'Orlando Furioso che celebra la diversità e la fantasia come strumenti di salvezza.

Nel dettaglio, il sipario della “Stagione Teatro di Villaspeciosa 2026” si apre domenica 22 febbraio con un evento inaugurale che lega indissolubilmente il teatro alla solidarietà internazionale. Alle ore 19.00 la presentazione della mostra fotografica "Semi di Speranza" permetterà infatti al pubblico di incontrare i volontari di Operazione Africa ODV, ripercorrendo attraverso gli scatti fotografici la storica missione avviata da Padre Puggioni in Congo. Un racconto di pozzi, scuole e vite salvate che non vuole esibire la povertà, ma celebrare la responsabilità del cambiamento. A seguire, alle ore 19,30 l’evento "Parole per il Sociale" darà poi voce alla poesia d'impegno civile tra letture e incontri con gli autori. Protagoniste le grida inascoltate del popolo palestinese raccolte da Nicoletta Congiu e autori vari nel volume “L’inferno e il silenzio – grida inascoltate” e i versi dedicati all’universo femminile di Brice Grudina in “Poesie per una donna”. Gli incontri, moderati da Giuseppina Ragucci con letture affidate agli allievi della Abaco Art Academy, trasformeranno la vendita dei volumi in un atto concreto di supporto per la popolazione di Gaza e per le iniziative del Karalis Pink Team.
Si prosegue domenica 1°marzo alle ore 19,30 con "Il Filo di Teseo" di Fabrizio Carta, regia di Andrea Serra e prodotto da Quinte Emotive. Sul palco Cristina Pillola, Nicoletta Pusceddu, Alessandro Piga e Fabrizio Carta. Lo spettacolo affronta con estrema delicatezza il tema dell’Alzheimer, portando in scena il quotidiano di una famiglia che si sgretola e si ricompone attorno a un fratello malato. Tra memorie che svaniscono e il peso dell’assistenza, l’attesa di una figura misteriosa diventa il simbolo della speranza di un sollievo, offrendo uno sguardo commovente sulla fragilità umana dove l’amore familiare emerge come l'unico vero sostegno.

L’8 marzo alle ore 19,30, il focus si sposta verso la forza identitaria con "Òja, o Mà", prodotto dal Teatro Dallarmadio e liberamente tratto da “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate. In scena Rossella Faa e Fabio Marceddu, regia di Fabio Marceddu e Antonello Murgia. I protagonisti portano sul palco una lingua sarda viva e brillante, il "casteddaio", per dar vita a una madre indomabile, figura universale che trasforma le catastrofi domestiche in pura energia vitale. Lo spettacolo rivela l’anima di un vero e proprio rito di riconoscimento collettivo, dove la "Mamai" diventa una potenza formatrice e lenitrice che insegna a resistere alle avversità attraverso il gioco e il sorriso.
L'innovazione tecnologica incontra poi l'epica domenica 22 marzo alle ore 19,30 con "I Miti dell’Antica Grecia" di Origamundi Teatro, testo e regia di Ivano Cugia con Andrea Gandini, Eliana Carrus e Ivano Cugia. Con la rappresentazione il palco si popola di divinità dell’Olimpo che, grazie all'uso di avatar video, interagiscono in tempo reale con gli attori. Zeus, Era ed Ermes diventano protagonisti di un’avventura multimediale che riesce nella sfida di avvicinare i giovanissimi alla mitologia greca, mantenendo intatto l’incanto per gli adulti attraverso una messa in scena visivamente sorprendente e carica di comicità.
Il 29 marzo alle ore 19,30 l'atmosfera si fa decisamente bizzarra e provocatoria con "Venere in Pelliccia" liberamente tratto da “La Vénus à la fourrure” di David Ives, ispirato all’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch e messo in scena dal Teatro d’Inverno per la regia di Giuseppe Ligios, sul palco con Antonello Foddis. Ispirato al celebre romanzo di Sacher-Masoch e all'adattamento di David Ives, lo spettacolo mette in scena un duello teatrale serratissimo tra un regista e un’attrice che irrompe in sala audizioni. In un ribaltamento continuo di ruoli tra vittima e carnefice, dominatore e dominato, la pièce esplora le zone d'ombra del desiderio e dell'identità, confondendo i confini tra la finzione del palcoscenico e la realtà dei rapporti umani.
La Stagione prosegue domenica 12 aprile alle ore 19,30 con "La Supplente", testo e regia di Giuseppe Manfridi con Elena Pau, prodotto da La Fabbrica Illuminata. Una messinscena che trasforma abilmente la platea in una classe scolastica. Quella che inizia come una normale ora di supplenza deraglia presto in una confessione intima ed enigmatica. Tra frasi spezzate e un'atmosfera carica di suspense, la parola della protagonista conduce lo spettatore verso un finale imprevedibile, declinando l'atto pedagogico in mistero esistenziale.
La stagione si chiude infine domenica 19 aprile alle ore 19,30 con il viaggio poetico dello spettacolo "Il Cavaliere sulla Luna" firmato dalla compagnia Settimo Cielo di Roma. Testo e regia Giacomo Sette, con Gloria Sapio, Maurizio Repetto e Giacomo Sette. Rilettura originale dell'Orlando Furioso, lo spettacolo narra la missione di Astolfo, un bambino sognatore che deve recuperare il senno perduto del paladino Orlando. Fondendo il fascino antico del teatro d'ombre con un'estetica moderna vicina al mondo dei videogame, trasporta il pubblico nel mondo onirico e immaginifico dei cavalieri medioevali, delle suggestioni dei cantastorie e dai racconti delle gesta dei paladini.
La “Stagione Teatro di Villaspeciosa febbraio – aprile 2026” è organizzata da Abaco Teatro con il patrocinio del Comune di Villaspeciosa, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.
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