
I sogni hanno da sempre attirato l’attenzione di filosofi, psicologi e neuroscienziati. Uno studio pubblicato sulla rivista Neuroscience of Consciousness da un gruppo di ricercatori della Northwestern University, negli Stati Uniti, suggerisce che sia possibile influenzare l’attività onirica durante la fase Rem del sonno, con effetti positivi sulla creatività e sulla capacità di risolvere problemi.
L’indagine ha coinvolto 30 volontari, ai quali è stata proposta una serie di rompicapi da risolvere in tre minuti ciascuno. A ogni quesito era associata una specifica traccia sonora, utilizzata come stimolo sensoriale.

La tecnica della riattivazione mirata della memoria
Successivamente, i partecipanti sono stati monitorati durante il sonno tramite polisonnografia, una metodologia che consente di individuare con precisione le diverse fasi del riposo. Quando i soggetti entravano nella fase Rem - caratterizzata da rapidi movimenti oculari e dalla possibilità di sperimentare sogni lucidi - i ricercatori riproducevano le colonne sonore legate ai rompicapi rimasti irrisolti durante la veglia.
Questa procedura, nota come riattivazione mirata della memoria (Targeted Memory Reactivation, Tmr), consiste nel ripresentare stimoli sensoriali durante il sonno per riattivare selettivamente esperienze apprese da svegli.

I risultati e il ruolo dei sogni nella creatività
I risultati hanno mostrato un impatto significativo sia sul contenuto dei sogni sia sulle prestazioni al risveglio. Il 75% dei partecipanti ha riferito sogni contenenti immagini, idee o elementi riconducibili ai rompicapi non risolti. In 12 casi su 20, i sogni facevano più frequentemente riferimento ai rompicapi associati ai suoni riprodotti durante il sonno rispetto a quelli non stimolati.
Proprio in questo gruppo si è registrato un miglioramento rilevante delle prestazioni: i rompicapi “riattivati” sono stati risolti nel 42% dei casi, contro il 17% di quelli non associati a stimoli sonori nella fase Rem. Secondo gli autori, pur non dimostrando un nesso causale definitivo tra il sognare un problema e la sua soluzione, i dati indicano che la riattivazione mirata della memoria può favorire processi di rielaborazione creativa, contribuendo a chiarire il ruolo funzionale dei sogni nella risoluzione dei problemi.
Letizia Demontis