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6 Febbraio 2026

Olimpiadi, lo sfogo di Ghali

L’artista racconta sui social i vincoli e le limitazioni imposti alla sua partecipazione a Milano-Cortina
AGF

A poche ore dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il cantante Ghali ha affidato ai social un lungo messaggio di sfogo, pubblicato in italiano, inglese e arabo, per chiarire le condizioni della sua partecipazione all’evento. L’artista sarà tra i protagonisti della serata inaugurale insieme a Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli, ma la sua presenza è stata accompagnata da forti polemiche.

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Nei giorni precedenti, infatti, la scelta di coinvolgerlo aveva suscitato critiche, in particolare da parte di alcuni esponenti della Lega. Sul tema era intervenuto anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, che aveva rassicurato l’opinione pubblica spiegando come Ghali avrebbe pronunciato esclusivamente “le cose concordate con gli organizzatori”, sottolineando che la cerimonia non sarebbe stata “il palco di un concerto qualunque”, bensì un contesto regolato da precise regole condivise.

Proprio alla luce di queste dichiarazioni, Ghali ha deciso di rendere pubblici i retroscena della sua partecipazione attraverso un post su Instagram, riportato integralmente. Nel messaggio, l’artista elenca una serie di consapevolezze maturate nel tempo: afferma di riconoscere quando una voce viene accettata, quando viene corretta e quando diventa scomoda; di sapere perché è stato invitato e, allo stesso tempo, perché qualcuno non avrebbe voluto la sua presenza.

 

Nel suo sfogo, Ghali spiega anche di conoscere i motivi per cui non gli è stato più consentito cantare l’inno d’Italia e perché gli sia stato proposto, in alternativa, di recitare una poesia dedicata alla pace. Un testo che avrebbe potuto includere più lingue, ma dal quale, all’ultimo momento, è stata esclusa quella araba.

L’artista sottolinea inoltre l’impossibilità di esprimere un proprio pensiero personale e riflette sul fatto che, in un contesto simile, persino il silenzio possa avere un peso e “fare rumore”.

Letizia Demontis