
L’Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità la fine del “dovere coniugale”, concetto mai esplicitamente previsto dal Codice civile ma talvolta richiamato in ambito giudiziario. La proposta di legge, sostenuta da oltre 120 deputati di diversi schieramenti, ha ottenuto 106 voti favorevoli e nessun contrario e sarà ora esaminata dal Senato.

Il provvedimento chiarisce che la “comunione di vita”, uno degli obblighi derivanti dal matrimonio insieme a fedeltà, assistenza materiale e sostegno, non implica alcun dovere di intrattenere rapporti sessuali. Viene inoltre esclusa la possibilità di fondare un divorzio per colpa dell’assenza o del rifiuto di rapporti intimi, una motivazione ancora utilizzata in passato nelle cause di separazione.
La legge interviene anche alla luce di un caso arrivato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo: nel 2019 un uomo aveva ottenuto il divorzio con addebito esclusivo alla moglie perché aveva smesso di avere rapporti sessuali con lui per diversi anni. La donna l’anno successivo aveva presentato senza successo ricorso in Cassazione. Il caso era stato portato davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che nel gennaio 2025 ha condannato la Francia su questo punto.
I promotori del testo, Marie-Charlotte Garin e Paul Christophe, sottolineano come il superamento di questa interpretazione contribuisca a contrastare una cultura che ha legittimato imposizioni e violenze nel matrimonio. L’obiettivo è la promulgazione entro l’estate del 2026.
Letizia Demontis