
Un’ondata di gelo come non se ne registravano da anni ha investito la costa orientale degli Stati Uniti, portando decine di centimetri di neve e costringendo 22 Stati a dichiarare lo stato di emergenza. La tempesta artica ha già causato tre vittime a New York, dove si verificano gravi disagi legati ai blackout: circa 900mila persone risultano prive di elettricicitá e la rete continua a mostrare pesanti criticità.
Il maltempo ha paralizzato anche il traffico aereo: oltre 15mila voli sono stati annullati, bloccando gli aeroporti dell’intera regione.
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Gelo estremo e temperature in crollo
Le previsioni indicano un ulteriore peggioramento tra lunedì 26 e mercoledì 28 gennaio. Le principali città della East Coast dovranno affrontare nuove nevicate e valori termici che scenderanno ben sotto i –15 gradi, livelli insoliti per molti residenti.
Per precauzione, più di venti governatori hanno anticipato l’adozione delle misure d’emergenza. L’allerta è stata attivata, tra gli altri, in Tennessee, Georgia, North Carolina, Maryland, Arkansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Indiana e West Virginia. A New York, il sindaco Zohran Mamdani ha disposto la didattica a distanza per tutte le scuole.
Duramente colpita anche la fascia centrale del Paese: Oklahoma, Kansas, Arkansas e Texas figurano tra le zone più esposte, con nevicate, piogge e crolli improvvisi delle temperature. Il fronte artico interessa complessivamente oltre 140 milioni di persone.
Foto: Afp
Blackout diffusi e sistemi energetici sotto pressione
Le maggiori difficoltà si registrano in Texas, dove il sistema elettrico è nuovamente sotto forte stress. Secondo poweroutage.us, più di 47mila utenze sono al buio, mentre in Louisiana se ne contano altre 52mila. Nel complesso, le persone senza energia elettrica raggiungono 900mila unità.
La giornata di domenica 25 gennaio ha segnato un nuovo record negativo per il settore aereo: 11mila voli sono rimasti fermi, pari al 29% delle tratte programmate, un dato che non si vedeva dai tempi della pandemia.
Letizia Demontis