
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si trova ad affrontare una crisi senza precedenti: la progressiva scomparsa del medico di medicina generale (MMG). Secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, riferito al 1° gennaio 2025, mancano all'appello oltre 5.700 medici di base. Un vuoto che pesa come un macigno su oltre 50 milioni di assistiti, costretti a fare i conti con ambulatori sempre più affollati e territori sguarniti.
Tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità. Questa riduzione avviene paradossalmente mentre la popolazione invecchia: nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, metà dei quali affetti da almeno due patologie croniche.

La media nazionale è di 1.383 assistiti per medico, ma la situazione è critica in Lombardia (1.533 pazienti per MMG).
Le Regioni più colpite in termini assoluti sono la Lombardia (-1.540 medici), il Veneto (-747) e la Campania (-643). Al contrario, Basilicata, Molise e Sicilia non mostrano al momento sofferenze numeriche. La Sardegna ha registrato il calo più drastico d’Italia tra il 2019 e il 2024, con un impressionante -40,3%.
Secondo Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, il problema è figlio di una "programmazione inadeguata" che per anni ha ignorato il ricambio generazionale. Tra il 2025 e il 2028, sono previsti 8.180 pensionamenti.

Il sistema delle borse di studio ha vissuto un’altalena pericolosa: dopo il picco del 2021 grazie ai fondi PNRR, i posti sono tornati a scendere, arrivando a soli 2.228 nel 2025 (-15,1% rispetto all'anno precedente). Nonostante ci siano più candidati che posti (2.810 aspiranti per 2.228 borse), il numero di nuovi medici non basta a coprire chi lascia per raggiunti limiti di età.
Nonostante il dato storico negativo evidenziato da Gimbe, la Regione Sardegna rivendica i primi frutti di una nuova strategia. L'Assessorato regionale della Sanità ha precisato che, se a fine 2024 i medici mancanti erano 543, oggi il numero è sceso a 496, segnando una prima inversione di tendenza.
Per contrastare la fuga dai territori, la Giunta ha messo in campo misure drastiche: indennità fino a 2.000 euro mensili per chi accetta sedi in aree disagiate, un tavolo dedicato alla riduzione della burocrazia, che spesso soffoca l'attività clinica.

L'implementazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Case della Comunità per superare l'isolamento dei professionisti.
Le proiezioni ISTAT non lasciano spazio all'ottimismo: entro il 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione. Se il massimale di assistiti (attualmente fissato a 1.500, ma con deroghe che arrivano a 2.000) continuerà a salire per tamponare le falle, il rischio è una medicina di famiglia sempre più distante e burocratizzata.
"Non siamo ancora alla soluzione definitiva," ammettono dalla Regione Sardegna, "ma il sistema è ora più capace di intercettare nuovi professionisti".
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