
Non tutti i gesti di solidarietà finiscono sotto i riflettori. Alcuni restano nell’ombra per anni, custoditi da chi aiuta e da chi riceve. È il caso di Sarah Silvestri, oggi avvocata internazionale, che da bambina a Tor Bella Monaca ha trovato un sostegno inatteso: quello silenzioso di Valentino Garavani. Per trent’anni lo stilista l’ha accompagnata senza mai apparire, pagando studi, libri e persino parte della sua prima auto. Una storia rimasta nascosta per decenni e che Sarah ha deciso di raccontare solo ora, mentre la città saluta l’Imperatore della moda.

L’incontro che cambiò tutto
Il 5 febbraio 1992 Giovanni Silvestri, padre di Sarah, entra per caso nell’atelier di Valentino. Uomo colto e affascinante, porta i segni della tossicodipendenza. Valentino gli offre un lavoro; Giovanni rifiuta, ma promette di tornare. Poche ore dopo muore per overdose.
Sarah, bambina, assiste a dolore e umiliazioni. Valentino legge la storia e interviene senza clamore: le sue assistenti portano un messaggio chiaro a Tor Bella Monaca: «Vogliamo occuparci di Sarah».
Da quel momento riceve pacchi, libri, scuola e aiuto per la prima auto. Valentino protegge Sarah da lontano: «Era un sostegno spirituale: qualcuno ci faceva sentire meno sole», racconta.
Anni dopo, mentre studia a New York, Sarah scopre che Valentino è in città. Gli scrive per ringraziarlo. Giancarlo Giammetti le propone di entrare nella Maison, ma lei declina: vuole diventare avvocata per dare voce a chi, come suo padre, non l’ha avuta. Dopo sette anni di studio, raggiunge l’obiettivo.
L’eredità di un gesto silenzioso
Oggi vive tra Roma e altre città, affrontando lutti e sfide personali. Quando Roma ha salutato Valentino, Sarah era in fila a Piazza Mignanelli. Si è fatta riconoscere e Giammetti si è commosso: trent’anni di silenzio si sono sciolti in un istante.
«Mio padre cercava un lavoro e ha lasciato a me un destino», dice Sarah. Valentino non ha solo vestito regine: ha teso la mano a una bambina dimenticata. «Oggi piango un uomo che aveva l’eleganza dell’anima: quella spinta gentile che ti permette di proseguire da sola il cammino».
Letizia Demontis