
Negli ultimi mesi Laura Pausini è spesso finita al centro di critiche sui social, un fenomeno legato anche alla sua costante esposizione mediatica e alla popolarità internazionale. L’episodio più recente riguarda Io Canto 2, il nuovo album in cui la cantante rilegge alcuni grandi brani dei cantautori italiani. Tra questi, la cover di Due vite di Marco Mengoni ha acceso un acceso dibattito online.
Dopo l’uscita del brano, numerosi utenti hanno contestato la scelta di proporre un’altra reinterpretazione, criticando il frequente ricorso alle cover e il confronto con l’originale. Commenti come “Perché fai solo cover?” o “Mengoni non ha paragoni” si sono moltiplicati sotto i post dell’artista. Dinamiche comuni sui social, ma che sembrano ripetersi con una certa continuità nel caso di Pausini.
La polemica si inserisce in una scia di precedenti tensioni. Lo scorso settembre Gianluca Grignani aveva criticato la versione di La mia storia tra le dita, accusando la cantante di aver modificato il testo senza adeguata citazione. La vicenda si era chiusa solo dopo chiarimenti pubblici e il coinvolgimento dei legali. A novembre, inoltre, la morte dello zio Ettore aveva innescato uno scontro familiare, con una cugina che aveva attaccato pubblicamente il messaggio di cordoglio pubblicato da Pausini.
A dicembre la cantante aveva annunciato l’intenzione di allontanarsi dai social, definendoli un ambiente “carico di rabbia e odio”. Nonostante ciò, lo staff ha continuato a presidiare i profili ufficiali, rispondendo ai commenti più duri, anche in vista della co-conduzione del Festival di Sanremo 2026 al fianco di Carlo Conti. Le repliche sottolineano la natura del progetto Io Canto 2 e invitano al rispetto per un’artista con oltre trent’anni di carriera.

In difesa di Pausini è intervenuto anche Fiorello, durante il programma La Pennicanza su Rai Radio2. Il conduttore ha ricordato che le cover rappresentano un omaggio e che nessuna canzone dovrebbe essere considerata “intoccabile”. Ha citato esempi illustri, come Frank Sinatra, sottolineando che reinterpretare è parte integrante della storia della musica e che i brani servono a unire, non a dividere.
Contro Selvaggia Lucarelli che le dedica un lungo post: “Laura Pausini - non sappiamo in preda a quale istinto autolesionista - si è lanciata in un'impresa di quelle che uno le vede e si domanda: come è possibile che quando è venuta l'idea della cover di "Due vite", la lunga catena di Sì di discografici, manager, consulenti, AMICI a un certo punto non si sia spezzata e qualcuno non abbia pronunciato un fragoroso: "Ma che cazzo stiamo facendo?". E invece, come spesso inspiegabilmente accade, non è successo.

Marco Mengoni - neanche lui - è stato capace di dirle di no. È stato un po' l'amica a cui chiedi in prestito un vestito elasticizzato taglia XS, tu sei una doppia XL e lei non ha il coraggio di negartelo. Sono quei sì per eccesso di bontà che poi finiscono per fare più male che bene. E di male, con questa cover, Laura Pausini se ne è fatta parecchio”.
Dopo l’ondata di commenti, i post legati alla cover di Due vite sono stati chiusi alle risposte. Con oltre 75 milioni di dischi venduti e una carriera iniziata proprio sul palco dell’Ariston, Laura Pausini resta una delle artiste italiane più amate nel mondo, anche se il rapporto con i social continua a rappresentare una sfida complessa.
Letizia Demontis