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3 Marzo 2026

Voli cancellati per la guerra: diritti, rimborsi e assistenza ai passeggeri

Sono diverse le circostanze in cui i viaggiatori devono essere risarciti o rimborsati dalle compagnie aeree: ecco cosa è importante sapere

Missili e bombardamenti in Medio Oriente stanno generando quello che viene definito il più grande caos aereo della storia recente. In appena tre giorni si è arrivati a sfiorare i diecimila collegamenti annullati, con pesanti disagi per migliaia di persone rimaste bloccate anche a grande distanza da città simbolo del turismo internazionale come Dubai e Doha.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Assistenza e riprotezione: cosa prevede il regolamento

In situazioni di questo tipo è fondamentale contattare tempestivamente il vettore per ottenere informazioni ufficiali sulle cancellazioni e sulle possibili soluzioni alternative. Allo stesso tempo, è utile conoscere quali tutele siano previste dalla normativa vigente.

Tra i casi più frequenti rientra l’annullamento del volo con conseguente necessità, spesso inevitabile, di trascorrere la notte in una struttura alberghiera. In tali circostanze il passeggero non è tenuto a sostenere spese legate al disagio subito: la compagnia deve garantire assistenza, coprendo i costi di pernottamento, ristorazione e trasferimenti indispensabili. Inoltre, spetta al vettore organizzare la riprotezione sul primo collegamento disponibile verso la destinazione prevista.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Il significato di “circostanze straordinarie”

Molti si domandano se, in caso di conflitto armato, sia previsto anche un indennizzo economico oltre alla restituzione del prezzo del biglietto. La risposta è negativa. La guerra rientra infatti tra le cosiddette “circostanze straordinarie”, ossia eventi imprevedibili e fuori dal controllo delle compagnie aeree. In tali situazioni i vettori non sono considerati responsabili dell’annullamento e, pur subendo a loro volta gravi ripercussioni operative, non sono obbligati a corrispondere un risarcimento aggiuntivo ai viaggiatori.

Rimborso e indennizzo: differenze e modalità di richiesta

È essenziale distinguere tra indennizzo e rimborso. Se il primo non è previsto in presenza di eventi bellici, la restituzione dell’importo pagato rappresenta invece un diritto del passeggero. Chi decide di non accettare la riprogrammazione proposta può scegliere di ottenere la somma versata e procedere autonomamente all’acquisto di un nuovo titolo di viaggio.

Per richiedere il rimborso occorre accedere al portale ufficiale della compagnia interessata e seguire la procedura indicata nell’area dedicata, eventualmente contattando anche il servizio clienti per ricevere supporto.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Un’ulteriore situazione riguarda i biglietti acquistati all’interno di un pacchetto vacanze: in questo caso il viaggiatore deve rivolgersi direttamente all’agenzia presso cui ha effettuato la prenotazione, che è tenuta a restituire quanto pagato.

Infine, chi ha anticipato di tasca propria somme per pasti, sistemazioni o spostamenti resi necessari dalla cancellazione potrà chiederne il rimborso al vettore. Sarà però indispensabile conservare e presentare scontrini e fatture che attestino le spese sostenute, allegando tutta la documentazione richiesta al momento dell’invio della domanda.

 

 

Letizia Demontis