
Il terzo lunedì di gennaio è popolarmente associato al Blue Monday, il presunto “giorno più triste dell’anno”, in cui molte persone riferiscono stanchezza, apatia e umore basso. La data coincide simbolicamente con la fine delle festività natalizie, l’inverno nel suo pieno e la percezione di dover ripartire dopo le spese di dicembre.
L’idea nasce oltre vent’anni fa, quando lo psicologo Cliff Arnall elaborò una formula che avrebbe dovuto individuare il giorno più triste dell’anno, basata su fattori come condizioni meteorologiche, difficoltà economiche e variabili psicologiche. Lo stesso Arnall ha successivamente ammesso che la formula non aveva alcuna validità scientifica e che faceva parte di una campagna promozionale.

Secondo il professor Emanuele A. Jannini, la malinconia tipica di questo periodo può influire anche sulla vita di coppia, riducendo desiderio e benessere emotivo. In questo senso, il Blue Monday è diventato nel tempo un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza di prendersi cura della salute psicologica, spesso trascurata rispetto a quella fisica.
Come migliorare l’umore
Per sostenere il buonumore può essere utile favorire la produzione di serotonina. Contribuiscono alimenti ricchi di triptofano, come cioccolato, latte, yogurt, ricotta, arachidi e semi di sesamo, oppure integratori naturali come la spirulina. Anche i profumi agrumati possono aiutare a stimolare energia e sensazioni positive se diffusi negli ambienti quotidiani.
Pur privo di basi scientifiche, il Blue Monday continua a riproporsi ogni anno come un rituale collettivo. Una narrazione che riflette il naturale calo emotivo ed economico di gennaio, trasformandosi nel tempo in un simbolo condiviso e, spesso, anche in un’occasione commerciale.
Letizia Demontis