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17 Gennaio 2026

Pizza day in Sardegna: 8 sardi su 10 non rinunciano al piatto simbolo d’Italia

Il settore conta 2.000 attività e oltre 3.500 lavoratori, con un valore annuale di 79 milioni di euro

Otto sardi su dieci non rinunciano alla pizza. A certificarlo sono i dati di Confartigianato, diffusi in occasione della Giornata mondiale della pizza, celebrata il 17 gennaio.

«In Sardegna, come nel resto del Paese, la pizza è una tradizione che si tramanda, custodita da artigiani che ne difendono la genuinità», sottolinea Giacomo Meloni, presidente regionale dell’organizzazione di categoria. «Ogni ricetta racchiude una storia fatta di ingredienti autentici e combinazioni che valorizzano la nostra identità gastronomica».

Sul fronte dei gusti, la Margherita domina incontrastata, scelta da quasi il 60% degli italiani. Seguono la Diavola (23,5%), particolarmente amata dagli uomini tra i 25 e i 34 anni e diffusa soprattutto nel Triveneto, e la Quattro Formaggi (22,8%), preferita dalle donne over 50. Capricciosa e Quattro Stagioni raccolgono consensi soprattutto tra la fascia più adulta, superando il 20% di preferenze.

Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sulla base dei dati Sigep, in Italia ogni anno vengono preparate circa 2,7 miliardi di pizze, con un enorme impiego di materie prime: oltre 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di mozzarella, 30 milioni di olio extravergine e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro.

Nel 2024 le pizzerie attive hanno raggiunto quota 88.793, con un aumento di quasi il 25% rispetto all’anno precedente. L’espansione del settore si riflette anche sull’economia: il comparto supera i 15 miliardi di euro di fatturato, mentre i consumi rimangono altissimi, con una media di circa 8 chili di pizza a persona e una frequenza che, per molti, significa ordinare o preparare una pizza almeno una volta a settimana.

Letizia Demontis