C'è l'uomo nella sua sfera più privata e familiare. C'è il dirigente di partito che si fermava ad ascoltare gli operai durante i picchetti e a discutere con i giovani, c'è il segretario capace di parlare nei comizi a migliaia di persone e di arrivare a milioni di italiane e italiane in uno dei periodi più difficili per la politica e la società del Paese. C'è il suo rapporto con la Sardegna e c'è il suo ruolo internazionale. Soprattutto c'è il suo lascito, che è insieme politico e morale.
Ne “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, la mostra che aprirà al pubblico sabato 5 aprile, ore 11, alla Passeggiata Coperta e alla Galleria dello Sperone del Bastione Saint Remy, c'è tutto il percorso di uno dei protagonisti di maggior rilievo della storia della seconda metà del Novecento, un leader di indiscussa caratura morale, radicato nel Paese reale e stimato anche dai suoi oppositori.
“Una mostra che serve per riflettere”, sottolinea il sindaco Massimo Zedda, “e soprattutto per riflettere sull'oggi. Enrico Berlinguer era fondamentalmente un appassionato della vita e voleva che la vita fosse migliore anche per chi non stava bene. Il messaggio era, ed è, quello di non perdere la speranza ma mettere in campo l'esempio della buona politica. Ce n'è bisogno: la speranza è che questo appuntamento serva anche ad avvicinare alla buona e positiva politica le giovani generazioni”.
Ideata e organizzata dall’associazione Enrico Berlinguer, proposta e organizzata per la Sardegna dalla Fondazione Enrico Berlinguer, realizzata grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il partenariato del Comune di Cagliari, il patrocinio dell’Università degli studi di Cagliari, in collaborazione con la Fondazione Gramsci, il Cespe, la Fondazione di Sardegna e la Società Umanitaria Cineteca Sarda Centro servizi Culturali Cagliari, con la gestione della cooperativa Sémata, la mostra è stata presentata nei mesi scorsi con grande successo a Roma, Bologna e Sassari.
La mostra nasce con un obiettivo storico e culturale, far scoprire o permettere di approfondire la figura di un grande italiano e, attraverso questa, conoscere più a fondo la storia del secondo Novecento grazie a materiali originali audiovisivi, sonori, fotografici e a documenti d’archivio: “Ha un solido impianto scientifico”, spiega il presidente della Fondazione Berlinguer, Salvatore Cherchi, “e non propagandistico. Ringraziamo le istituzioni, Regione e Comune, per aver voluto fortemente questa iniziativa a Cagliari. Si svolge, tra l'altro, in un luogo profondamente berlingueriano, su quel Bastione che fu teatro di un partecipatissimo comizio in città nel gennaio del 1984”.
L’obiettivo è anche quello di stimolare la riflessione sul lascito politico e sulle “idee lunghe” di Enrico Berlinguer che si proiettano nel nostro tempo. Non è un caso che una parte importante dell'esposizione sia costituita dal progetto “Enrico Berlinguer, alla scoperta dell’uomo e del pensiero”, realizzato da studenti e studentesse provenienti da 13 istituti di istruzione superiore di regioni diverse: un lavoro di grande impatto comunicativo, realizzato da giovani per i giovani.
“L'attenzione ai giovani”, sottolinea l'assessora alla Cultura, spettacolo e turismo Maria Francesca Chiappe, “alle donne, all'ecologia, alla necessità della pace fanno di Berlinguer un precursore. Sono temi oggi attualissimi, ma già presenti nel suo percorso: non è un caso che parlasse di futurologia”
“Aveva nei confronti dei giovani, così come dei lavoratori”, ribadisce Andrea Dettori, capo di gabinetto dell'assessorato regionale della Pubblica istruzione e Cultura, “una grandissima capacità di ascolto. Era riconosciuto perché applicava, prima di tutto a sé stesso, la convinzione secondo cui la politica in assenza di valori fosse solo tornaconto personale: al contrario, mise la vita al servizio della politica. Era e resta un punto di riferimento, ed è questo il motivo per cui è un dovere e un onore contribuire e partecipare alla realizzazione di questo appuntamento”.
Diversi gli appuntamenti collaterali alla mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 31 maggio: dalla musica (sabato 5 aprile, giorno dell'inaugurazione della mostra, ore 11) con il Coro del Teatro Lirico che proporrà l'inno nazionale italiano, quello europeo e Procurad'e moderare, inno sardo, e Bella ciao, allo Spazio Cinema, organizzato e gestito da Società Umanitaria, Cineteca sarda, Centro Servizi Culturali di Cagliari – con proiezioni il 9 (Berlinguer ti voglio bene, di Giuseppe Bertolucci), il 16 (Cent'anni dopo, di Monica Mauer e Milena Fiore e Enrico Berlinguer nell'archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Amood), il 23 aprile (I sette fratelli Cervi, di Gianni Puccini) e il 15 (Prima della fine-Gli ultimi giorni di Berlinguer, di Samuele Rossi) e 21 maggio (La Cosa, di Nanni Moretti) – passando per gli approfondimenti con, tra gli altri (il programma, in evoluzione, al link in basso), la presentazione in anteprima nazionale dell'intero archivio digitalizzato “Enrico Berlinguer” della Fondazione Gramsci. Sabato 31 maggio, poi, giorno della chiusura della mostra, una manifestazione per la pace nel Giardino sotto le Mura.
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