
"Questa ragazzina proveniva da una famiglia straordinariamente debole: veniva da uno che vendeva droga e da una madre inesistente, era una predestinata": queste le parole di Giampiero Mughini su Desirèe Mariottini, la ragazza di sedici anni morta dopo essere stata drogata, stuprata e abbandonata. L'intervento del giornalista, che risale al 28 ottobre del 2018 durante una puntata di Domenica In, gli è costato il rinvio a giudizio con l'accusa di calunnia.

La tragedia era avvenuta da una decina di giorni circa quando, ospite di Mara Venier , Mughini si è lanciato e lasciato andare a commenti e interpretazioni personali, sui genitori della ragazzina: sul padre, invischiato nella vendita di stupefacenti e sulla mamma, Barbara, con la ragazzina viveva insieme ai nonni materni. Non appena sentite le sue parole, la mamma di Desirèe lo ha immediatamente denunciato: sarà rappresentata dagli avvocati Claudia Sorrenti e Maria Belli.
Dopo circa cinque anni dalla vicenda, il prossimo 31 ottobre, inizierà il processo. Fra i testimoni è stata chiamata a testimoniare la stessa Mara Venier, conduttrice del programma. Per la morte della ragazza sono stati condannati anche in appello all’ergastolo Mamadou Gara e Yousef Salia, a 27 anni di carcere Brian Minthe e a 24 anni e sei mesi Alinno Chima per omicidio, violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dalla minore età della vittima.
Redazione sintony.it