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9 Gennaio 2026

Caso Deidda: fissato l'appello per Igor Sollai. La difesa punta a evitare l'ergastolo

Il 20 marzo l'apertura del processo di secondo grado a Cagliari. L'uomo, che ha confessato l'omicidio della moglie avvenuto a San Sperate nel 2024, spera in uno sconto di pena attraverso l'esclusione delle aggravanti

Il caso del femminicidio di Francesca Deidda, che ha sconvolto la comunità di San Sperate e l'intera Sardegna nel 2024, torna in un'aula di tribunale. È stata infatti fissata per il prossimo 20 marzo, alle ore 9:30, la prima udienza del processo d'appello davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Cagliari.

Sul banco degli imputati siederà nuovamente Igor Sollai, l'autotrasportatore di 44 anni attualmente detenuto nel carcere di Uta. Lo scorso 2 luglio, i giudici di primo grado lo avevano condannato alla pena massima dell'ergastolo, con l'aggiunta dell'isolamento diurno per la durata di un anno.

I legali di Sollai, gli avvocati Carlo Demurtas e Laura Pirarba, hanno impugnato la sentenza di primo grado con l'obiettivo di ottenere un alleggerimento della pena. La strategia difensiva si concentrerà con ogni probabilità sulla contestazione delle aggravanti che hanno pesato in modo decisivo sul verdetto: la premeditazione e la crudeltà.

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Sollai, dopo una lunga serie di silenzi e depistaggi iniziali, aveva infine ammesso dal carcere la propria responsabilità, confessando di aver colpito a morte la moglie Francesca utilizzando una mazzetta da muratore. Tuttavia, la difesa punta ora a dimostrare che l'omicidio non sia stato pianificato e che le modalità dell'esecuzione non configurino l'aggravante della crudeltà, elementi necessari per tentare di scendere sotto la soglia del fine pena mai.

La vicenda risale ai mesi caldi del 2024. Francesca Deidda era scomparsa dalla sua abitazione di San Sperate, ma per settimane il marito aveva cercato di simulare un allontanamento volontario, utilizzando anche il cellulare della vittima per inviare messaggi ad amici e familiari.

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Le indagini dei Carabinieri avevano però svelato una realtà ben diversa, portando al ritrovamento del corpo della donna all'interno di un borsone nelle campagne vicino alla vecchia Statale 125 e al successivo arresto di Sollai.

L'udienza di marzo rappresenta uno snodo cruciale. Se la Corte d'Appello dovesse confermare l'impianto accusatorio del primo grado, per Sollai l'ergastolo diventerebbe definitivo (salvo ricorso in Cassazione). Viceversa, la caduta anche di una sola delle aggravanti potrebbe riaprire la partita sulla determinazione degli anni di reclusione.

La famiglia di Francesca Deidda, che si è costituita parte civile, attende con ansia questo nuovo passaggio giudiziario, chiedendo che venga confermata la massima severità per un delitto commesso con estrema freddezza.

 

@Redazione Sintony News