
Mentre il silenzio avvolgeva la Svizzera per il minuto di raccoglimento nazionale e le campane suonavano a morto in tutto il Paese, all’interno del palazzo di giustizia di Sion si consumava la svolta nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. Jacques Moretti, 49 anni, titolare del locale "Le Constellation" dove la notte di Capodanno sono morte 40 persone, è stato arrestato.
La decisione è stata presa dalla procuratrice Catherine Seppey al termine di un drammatico interrogatorio durato quasi sette ore. Se per Jacques si sono spalancate le porte del carcere di Sion, per la moglie e socia Jessica è stata disposta la libertà vigilata: dovrà indossare il braccialetto elettronico e presentarsi ogni tre giorni per l'obbligo di firma.

L’uscita dei coniugi dalla Procura è stata l'immagine plastica di un destino che si divide. Jessica è uscita dall'ingresso principale, scortata dai legali, concedendo tra i singhiozzi le prime parole pubbliche. «I miei pensieri sono per le vittime e per chi lotta tra la vita e la morte. È una tragedia inimmaginabile, non avrei mai pensato potesse accadere nel nostro locale. Voglio scusarmi».
Pochi istanti dopo, Jacques Moretti è stato fatto uscire dal retro, a braccio degli agenti, e caricato su un furgone bianco "in borghese". Il cambio di rotta della Procura — che fino a ieri escludeva misure cautelari — è motivato dal concreto pericolo di fuga. Moretti, cittadino francese, ha mostrato negli anni una grande mobilità tra la Corsica, l'Alta Savoia e la Svizzera.

Secondo gli inquirenti, un suo eventuale rientro in Francia renderebbe quasi impossibile il processo, dato che Parigi raramente concede l'estradizione dei propri cittadini.
L'inchiesta si muove su binari pesantissimi: omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e incendio colposo. Sotto la lente non c'è solo la scintilla che ha innescato il rogo — causata, pare, da candele pirotecniche alzate verso il soffitto insonorizzato — ma anche la gestione della sicurezza: il Comune di Crans-Montana ha ammesso che dal 2020 non venivano effettuate verifiche antincendio nel locale.
Gli avvocati delle vittime accusano i titolari di aver cancellato video e contenuti social nelle ore successive alla strage, materiale che avrebbe potuto documentare l'uso di materiali infiammabili e il sovraffollamento della sala.

La tragedia tocca da vicino anche l'Italia: tra le 40 vittime si contano sei cittadini italiani, quasi tutti giovanissimi. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo autonomo e ha disposto le autopsie sulle salme rientrate in patria, esami che le autorità svizzere avevano inizialmente ritenuto non necessari. Intanto, alla cerimonia funebre a Martigny, hanno partecipato alte cariche istituzionali, tra cui rappresentanti dei governi svizzero, francese e italiano, a testimonianza di un dolore che ha travalicato i confini alpini.
Entro 48 ore, il giudice dei provvedimenti coercitivi dovrà convalidare la detenzione di Jacques Moretti. Nel frattempo, gli inquirenti stanno analizzando i lavori di ristrutturazione effettuati nel 2015, sospettati di aver ridotto la larghezza delle scale di emergenza, creando l'effetto imbuto che si è rivelato fatale per decine di ragazzi.
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