
Doveva essere ancora una volta un dialogo tra Gino Paoli e Ornella Vanoni. Due voci, una canzone e quel legame artistico e personale cominciato più di sessant'anni fa con Senza fine. Il destino, però, ha trasformato “Quando ti rivedrò” in qualcosa di diverso: un ultimo incontro mancato, diventato oggi il congedo musicale di due protagonisti della canzone italiana.
Il brano inedito arriva sulle piattaforme il 23 settembre, in una data dal forte valore simbolico. Paoli e Vanoni erano nati infatti a sole ventiquattro ore di distanza nello stesso anno: lui il 23 settembre 1934, lei il 22. La pubblicazione cade così esattamente tra i loro compleanni, quasi a ricongiungere simbolicamente due esistenze che la musica aveva avvicinato per decenni.
“Quando ti rivedrò” nasce da una musica composta da Adriano Pennino e da un'idea precisa di Paoli: quella canzone avrebbe dovuto avere due voci. Accanto alla sua avrebbe voluto ancora una volta Ornella Vanoni.
La registrazione del duetto, però, non è mai avvenuta. La scomparsa della cantante, avvenuta pochi giorni prima dell'appuntamento previsto in studio, ha reso impossibile completare il progetto così come era stato immaginato. Paoli, morto a sua volta alcuni mesi dopo, scelse allora di non affidare a un'altra interprete la parte pensata per Ornella.
Quel vuoto sarebbe rimasto tale.
A trasformarlo in musica è stata la tromba di Paolo Fresu. L'idea è arrivata da Nicolò, figlio di Gino Paoli: se nessuna cantante poteva prendere il posto della Vanoni, a rispondere alla voce del padre avrebbe potuto essere uno strumento. E la scelta è caduta proprio sul trombettista sardo, legato profondamente a Ornella Vanoni, che gli aveva anche chiesto di suonare al suo funerale.

Fresu ha ricordato la nascita della registrazione raccontando di essere stato contattato da Caterina Caselli una settimana dopo la morte della cantante. Il 10 dicembre 2026, negli studi Fonoprint di Bologna, la sua tromba ha quindi occupato musicalmente lo spazio originariamente riservato alla Vanoni.
«La voce di Gino è profonda ed emozionata, la musica di Adriano Pennino è magnifica», ha raccontato Fresu. Poi la frase che sintetizza il senso dell'intera operazione: «La mia tromba diventa la voce di Ornella e tutto si ricompone».
Il risultato è così molto diverso da un tradizionale duetto postumo. Non sono state utilizzate registrazioni precedenti per ricostruire artificialmente la presenza della cantante e non è stata scelta un'altra voce femminile. L'assenza di Ornella rimane dentro la canzone e ne diventa parte integrante, mentre la tromba di Fresu assume il ruolo di interlocutrice della voce di Paoli.
L'inedito accompagnerà anche la nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, la raccolta del cantautore genovese che tornerà nei negozi dal 25 settembre in formato CD e doppio vinile. L'edizione comprenderà inoltre un booklet e un poster realizzato a partire da un disegno originale dello stesso Paoli.
“Quando ti rivedrò” chiude idealmente una storia cominciata nel 1961, quando Paoli scrisse per Vanoni Senza fine. Da allora i due artisti hanno condiviso canzoni, palcoscenici e una relazione personale e professionale destinata a entrare nella storia della musica italiana.
L'ultimo capitolo avrebbe dovuto avere ancora due voci. Ne è rimasta una sola, accompagnata da una tromba chiamata a rispondere al posto dell'altra. E proprio il titolo scelto da Paoli, “Quando ti rivedrò”, assume oggi un significato che probabilmente nessuno avrebbe potuto immaginare quando la canzone è nata.
@Redazione Sintony News