
I cittadini potranno tornare a dare da mangiare ai cani randagi che vivono nella zona industriale di Olbia. Il Tar della Sardegna ha annullato l’ordinanza con la quale il sindaco Settimo Nizzi aveva vietato la somministrazione di cibo agli animali vaganti nell’area, accogliendo il ricorso presentato dall’associazione “Rispetto per tutti gli animali”.
Il provvedimento comunale, firmato alla fine di giugno, era nato nell’ambito delle operazioni avviate per contrastare il randagismo. L’obiettivo dell’amministrazione era consentire agli operatori di catturare gli animali attraverso gabbie-trappola nelle quali il cibo veniva utilizzato come richiamo. Una volta recuperati, i cani avrebbero dovuto essere sottoposti ai controlli veterinari, microchippati e sterilizzati, per poi essere trasferiti al rifugio e, quando possibile, avviati verso l’adozione.

Secondo il Comune e le associazioni impegnate nelle catture, la distribuzione incontrollata di alimenti da parte dei cittadini rendeva però più difficile avvicinare i cani alle gabbie. Proprio questa esigenza aveva portato all’introduzione del divieto, una decisione che aveva provocato un acceso confronto tra amministrazione e mondo animalista. A sostegno delle operazioni si erano schierati anche la Lida di Olbia e l’Ordine dei veterinari.
Il Tar ha però ritenuto che le condizioni esistenti nella zona industriale non fossero sufficienti a giustificare una misura così ampia. Secondo i giudici, il provvedimento era stato adottato senza quei requisiti di necessità e urgenza che consentono di ricorrere a strumenti straordinari e non emergeva una situazione eccezionale e imprevedibile impossibile da gestire attraverso gli strumenti ordinari.
La decisione non significa comunque che il cibo possa essere abbandonato liberamente sul suolo. Il Tar ha chiarito che nutrire cani randagi o altri animali d’affezione vaganti è consentito a condizione che vengano utilizzati contenitori adeguati e che questi siano successivamente rimossi da chi ha somministrato gli alimenti. Un comportamento considerato necessario anche per garantire igiene e decoro degli spazi pubblici.
La vicenda riguarda un problema che nella zona industriale di Olbia si trascina da tempo. La presenza di numerosi cani vaganti, comprese femmine non sterilizzate e cucciolate, ha reso necessari diversi interventi per tentare di contenere il fenomeno. Nella città sono attive anche campagne di sterilizzazione e servizi dedicati alla prevenzione del randagismo.
Con la pronuncia del tribunale amministrativo cade dunque il divieto imposto dal Comune: i randagi potranno essere nuovamente alimentati dai cittadini, purché nel rispetto delle condizioni indicate dai giudici. Resta invece aperta la questione più complessa, quella della gestione e della progressiva riduzione del numero di cani che continuano a vivere liberi nell’area industriale.
@Redazione Sintony News