
A poco più di un mese dalla morte di Francesco Guccini, si apre un nuovo capitolo legato all’eredità del cantautore. Al centro c’è uno dei luoghi più celebri della sua storia personale e artistica: la casa bolognese di via Paolo Fabbri 43, indirizzo entrato nell’immaginario collettivo grazie all’omonimo album pubblicato nel 1976.
Le disposizioni testamentarie di Guccini sono state aperte l’8 settembre davanti al notaio Lorenzo Luca, alla presenza della moglie Raffaella Zuccari e della figlia Teresa. Stando alle informazioni riportate dalla stampa, proprio l’abitazione di via Paolo Fabbri sarebbe stata destinata alla moglie. Alla figlia sarebbero invece andati diversi altri beni.
Una scelta particolarmente significativa per il valore della casa. Non soltanto perché quell’indirizzo è diventato un pezzo della storia della canzone d’autore italiana, ma anche perché Teresa, nata dalla lunga relazione tra Guccini e Angela Signorini, proprio lì è cresciuta. Un legame personale che si aggiunge quindi a quello pubblico e artistico che da decenni accompagna l’abitazione bolognese. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera e ripreso da Tgcom24, durante la lettura delle disposizioni non sarebbero mancati momenti di tensione.
La vicenda ereditaria, però, potrebbe essere tutt’altro che conclusa. Il documento aperto l’8 settembre risalirebbe infatti al dicembre del 2015. Il notaio avrebbe segnalato l’esistenza di un secondo testamento, redatto successivamente, che potrebbe superare e rendere inefficaci le disposizioni contenute nel precedente.
Resta dunque da capire quale sia il contenuto dell’ultimo documento e quale destinazione sia stata effettivamente prevista per la casa resa immortale da Guccini. Un luogo che, ben oltre il suo valore immobiliare, rappresenta per generazioni di appassionati un simbolo della storia del cantautore e della musica italiana.
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