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10 Settembre 2026

Affitti brevi, arriva la stretta dell’Ue: più poteri ai Comuni nelle zone dove la casa è troppo cara

La Commissione europea presenta l’Affordable Housing Act: criteri comuni per individuare le aree sotto “stress abitativo” e consentire alle autorità locali di intervenire sulle locazioni turistiche

L'Unione europea prova a mettere un freno alla crescita incontrollata degli affitti brevi nelle città e nelle località turistiche dove trovare una casa a prezzi accessibili è diventato sempre più difficile. La Commissione europea ha presentato l’Affordable Housing Act, una proposta che introduce per la prima volta criteri comuni per individuare le aree sottoposte a forte pressione abitativa e offre alle autorità locali una base giuridica più solida per intervenire.

Non ci sarà, dunque, un divieto generalizzato imposto da Bruxelles alle locazioni turistiche. Saranno gli Stati, le Regioni e soprattutto gli enti locali a decidere se adottare restrizioni, dimostrando però attraverso dati oggettivi l'esistenza di una situazione di reale difficoltà sul mercato della casa.

Uno degli indicatori centrali riguarda il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito disponibile pro capite. Una zona potrà essere considerata sotto pressione quando per acquistare un'abitazione occorre una somma pari ad almeno otto anni di reddito disponibile.

Pagina 2 | Affitti brevi immagini - Download gratuito su Magnific  (precedentemente Freepik)

Le amministrazioni dovranno inoltre valutare l'andamento del rapporto tra prezzi e redditi nell'arco degli ultimi dieci anni e verificare se, in assenza di interventi, sia improbabile un miglioramento della situazione nei tre anni successivi. Quando il rapporto supera quota dieci, la pressione viene considerata sufficientemente elevata da rendere non necessario anche il requisito relativo alla crescita registrata nel decennio precedente.

Una volta riconosciuta una situazione di “stress abitativo”, le autorità potranno valutare misure rivolte agli utilizzi degli immobili che contribuiscono alla riduzione dell'offerta residenziale, comprese le locazioni di breve durata destinate ai turisti e, in determinati casi, le abitazioni lasciate vuote.

Le eventuali limitazioni dovranno comunque rispettare precise condizioni. Dovranno essere motivate da dati, circoscritte alle zone realmente interessate dal problema, necessarie rispetto all'obiettivo perseguito e proporzionate. La Commissione punta così a evitare provvedimenti indiscriminati e, allo stesso tempo, a fornire maggiore certezza giuridica ai Comuni che intendono intervenire.

Affitti brevi immagini - Download gratuito su Magnific (precedentemente  Freepik)

Il fenomeno riguarda soprattutto le grandi città e le destinazioni caratterizzate da un'elevata pressione turistica. In realtà come Venezia, Barcellona e Parigi la diffusione delle locazioni brevi è da tempo al centro dello scontro tra le esigenze dell'industria turistica e quelle dei residenti, alle prese con prezzi delle abitazioni e canoni di locazione sempre più difficili da sostenere.

Proprio la frammentazione delle norme adottate finora dalle diverse città europee ha provocato contenziosi e dubbi sulla compatibilità di alcune restrizioni con le regole del mercato unico. Il nuovo quadro comunitario punta a stabilire criteri condivisi entro i quali le amministrazioni possano muoversi.

La questione della casa è ormai diventata una delle principali emergenze sociali europee. Secondo la Commissione, oltre la metà degli abitanti delle città considera l'accessibilità dell'alloggio un problema urgente nel luogo in cui vive. La difficoltà di trovare abitazioni sostenibili economicamente finisce inoltre per limitare la mobilità di lavoratori e studenti.

Il nuovo intervento si aggiunge alle regole europee sulla trasparenza degli affitti brevi già entrate in applicazione nel maggio 2026. Queste prevedono, tra l'altro, la condivisione periodica con le autorità pubbliche dei dati sulle prenotazioni effettuate attraverso le piattaforme online e sistemi di registrazione degli immobili.

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La proposta sugli affitti brevi, tuttavia, non è ancora una legge definitivamente applicabile. L’Affordable Housing Act dovrà affrontare il percorso legislativo europeo e ottenere l'accordo del Parlamento europeo e degli Stati membri.

Il confronto è già acceso. Le piattaforme e le associazioni del settore sostengono che la causa principale dell'emergenza abitativa sia soprattutto l'insufficiente disponibilità complessiva di case e chiedono che eventuali restrizioni non penalizzino indiscriminatamente proprietari e territori che vivono di turismo.

Bruxelles sceglie quindi una strada intermedia: niente bando europeo degli affitti turistici, ma regole comuni e maggiore spazio di intervento per le amministrazioni delle città dove l'esplosione delle locazioni brevi può essere dimostrata come uno dei fattori che rendono sempre più difficile trovare una casa.

 

 

@Redazione Sintony News