
Settembre riporta l’Italia alla normalità dopo la pausa estiva, ma per milioni di famiglie la ripartenza rischia di trasformarsi soprattutto in una corsa alle spese. Scuola, lavoro, bollette, carburanti, assicurazioni e trasporti tornano a pesare contemporaneamente sui bilanci domestici, già messi alla prova negli ultimi mesi dall’aumento del costo della vita.
A rendere particolarmente difficile il rientro è proprio la concentrazione delle uscite. Alle spese ordinarie si aggiungono infatti quelle legate all’inizio dell’anno scolastico, dai libri al materiale didattico, senza dimenticare le iscrizioni alle attività sportive e pomeridiane dei figli. Il tutto in un quadro nel quale, a luglio, l’inflazione annua ha raggiunto il 2,9%.
Uno dei capitoli più pesanti resta quello dell’energia. Secondo le stime di Facile.it, tra settembre e dicembre una famiglia tipo con un contratto sul mercato libero a prezzo indicizzato potrebbe arrivare a spendere complessivamente 982 euro per luce e gas. Si tratta di circa 270 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La previsione indica una spesa di circa 273 euro per l’elettricità, con un incremento del 27%, e di 709 euro per il gas, in aumento del 43%. Alla base delle stime c’è anche l’andamento delle quotazioni all’ingrosso: il PUN dell’elettricità viene indicato in crescita del 65% su base annua, mentre per il PSV del gas l’aumento raggiungerebbe il 113%.

Il quadro resta pesante anche allargando lo sguardo all’intero 2026. Le valutazioni di Nomisma Energia riportate dal “Corriere della Sera” indicano per una famiglia un possibile aumento della spesa annuale di 110 euro per l’elettricità, pari al 14%, e di 347 euro per il gas, con un incremento del 30% rispetto al 2025.
Non va meglio per chi ogni giorno deve utilizzare l’automobile. Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service si attesta intorno a 2,014 euro al litro per la benzina e 2,131 euro per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,095 e 2,206 euro.
A contenere temporaneamente il conto del diesel resta lo sconto sulle accise, pari a circa 17 centesimi al litro alla pompa e prorogato fino al 5 settembre. Una misura destinata però a esaurirsi a breve. Secondo Nomisma Energia, per una famiglia che consuma mille litri di carburante in un anno il maggiore esborso nel 2026 potrebbe raggiungere i 356 euro rispetto al 2025, con un incremento del 22%.
Il problema, inoltre, non riguarda soltanto chi si ferma al distributore. L’aumento dei carburanti incide sui costi di trasporto delle merci e potrebbe quindi trasferirsi, almeno in parte, sui prezzi di numerosi prodotti acquistati quotidianamente dalle famiglie.

Tra le spese legate all’auto c’è poi l’assicurazione. A luglio il premio medio RC Auto rilevato da Facile.it si attestava a 646,97 euro. Il dato registra una diminuzione dell’1,3% rispetto a un anno prima, ma contemporaneamente un aumento del 3,7% nell’arco di sei mesi. Restano profonde anche le differenze territoriali: si passa dai 456,73 euro del Friuli-Venezia Giulia ai 532,18 euro del Veneto, fino ai 1.010,11 euro della Campania.
La pressione sui portafogli riguarda infine praticamente tutti gli spostamenti. Tra febbraio e luglio i prezzi dei trasporti sono aumentati mediamente del 5,4% in Italia. A luglio i voli nazionali risultavano più cari del 6,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e per i prossimi mesi viene ipotizzata una crescita delle tariffe aeree compresa tra il 10 e il 15%. Per il trasporto marittimo i rincari medi avrebbero già raggiunto il 15%.
Sul fronte del trasporto pubblico locale la situazione cambia invece da regione a regione. In Lombardia vengono indicati aumenti del 3,889% per i servizi ferroviari Trenord e dell’1,857% per il trasporto pubblico locale; nella provincia di Venezia gli incrementi oscillano tra il 5 e il 10%, mentre in Campania si registra un +5,8% e in Emilia-Romagna un +1,32%.
Il risultato è un settembre particolarmente impegnativo per i bilanci familiari. Una ripartenza nella quale le spese tradizionali del rientro si sommano agli aumenti di energia e trasporti, lasciando sempre meno margine alle famiglie per tutto ciò che non è strettamente indispensabile.
@Redazione Sintony News