
Case, negozi e persino la chiesa completamente dipinti di blu. Tra i tradizionali pueblos blancos dell’Andalusia ce n’è uno che rompe decisamente gli schemi: è Júzcar, piccolo centro della provincia di Málaga diventato famoso in tutto il mondo per la sua sorprendente somiglianza con il villaggio dei Puffi.
Una trasformazione nata quasi per caso e che avrebbe dovuto essere soltanto temporanea. Nel 2011 il paese venne infatti scelto per una campagna promozionale legata all’uscita cinematografica de I Puffi. Per l’occasione il tradizionale bianco delle facciate andaluse lasciò spazio al colore simbolo dei personaggi creati da Peyo.
L’operazione coinvolse praticamente l’intero centro abitato. Furono ridipinti gli edifici pubblici e privati, i negozi, la chiesa e perfino il cimitero, mentre i lavori offrirono temporaneamente un’occupazione a oltre cinquanta persone.
Conclusa la promozione, il progetto prevedeva che Júzcar recuperasse il suo aspetto originario. A quel punto, però, era successo qualcosa di inaspettato: il blu aveva trasformato il piccolo borgo in un’attrazione turistica.
Gli abitanti decisero così di non cancellare quella nuova identità.
La scelta si rivelò economicamente importante. Nei sei mesi successivi alla trasformazione circa 80mila persone raggiunsero Júzcar, attratte dalla possibilità di visitare quello che veniva presentato come il primo vero “Villaggio dei Puffi”.
Per un centro che negli anni precedenti aveva dovuto fare i conti con lo spopolamento e con la scarsità di opportunità lavorative fu una svolta. Il paese organizzò attività per bambini, percorsi tematici, feste, gare e iniziative legate all’universo dei piccoli personaggi blu.
La notorietà raggiunta fu tale che Júzcar venne scelta anche per ospitare l’anteprima mondiale del secondo film dedicato ai Puffi.
La favola, però, incontrò un ostacolo nel 2017, quando entrarono in gioco i diritti legati ai personaggi creati dal fumettista belga Peyo.
La questione riguardava l’utilizzo commerciale dell’immagine e del nome dei Puffi. In seguito alla controversia, il paese dovette rinunciare ai riferimenti ufficiali al celebre franchise e alla denominazione che lo aveva reso famoso.
Da “Villaggio dei Puffi” Júzcar si trasformò così nel più generico “Villaggio Blu”.

La perdita del legame ufficiale con i personaggi ebbe conseguenze anche sul turismo, che diminuì rispetto al boom registrato negli anni immediatamente successivi alla trasformazione.
Una cosa, tuttavia, non è cambiata: il colore delle case.
Ancora oggi il borgo conserva l’insolito aspetto nato dalla campagna cinematografica del 2011 e continua ad attirare visitatori incuriositi da un paese andaluso completamente diverso da quelli che lo circondano.
Júzcar prova inoltre a valorizzare altre caratteristiche del territorio. Tra le attrazioni c’è il museo micologico dedicato ai funghi, mentre per gli appassionati di attività all’aria aperta è possibile praticare canyoning nella Sima del Diablo.
Il paese conserva anche le proprie tradizioni religiose e popolari, come “El Huerto del Niño”, celebrazione pasquale durante la quale gli abitanti realizzano insieme una struttura con rami di pino.
Quella che doveva essere una gigantesca scenografia pubblicitaria destinata a durare pochi mesi ha così modificato per sempre l’identità di un intero paese. I Puffi ufficialmente non abitano più a Júzcar, ma passeggiando tra le sue case completamente blu è difficile non pensare ancora al loro villaggio.
@Redazione Sintony News