
La scomparsa di Dolly Parton, morta il 25 agosto all’età di 80 anni, ha suscitato una forte reazione emotiva negli Stati Uniti, coinvolgendo anche il presidente Donald Trump. Il capo della Casa Bianca ha annunciato sui social che le bandiere americane resteranno abbassate a mezz’asta in tutto il Paese per sette giorni, in memoria della celebre artista country.
La decisione è stata comunicata da Trump attraverso Truth, dopo che la famiglia della cantante aveva reso nota la sua morte. «È con grande tristezza che annuncio la scomparsa di Dolly Parton, una delle più grandi cantanti country - e non solo - di tutti i tempi», ha scritto il presidente. Trump ha definito la perdita enorme per milioni di persone, sottolineando come non ci sia mai stata, né potrà mai esserci, un’altra artista come lei.
Per onorarne la memoria, il presidente ha quindi disposto che la bandiera degli Stati Uniti venga esposta a mezz’asta su tutto il territorio nazionale per una settimana, a partire dalle 18 di quella sera. «Riposa in pace, Dolly! Il mondo ti vuole bene», ha aggiunto Trump nel suo messaggio.
L’omaggio presidenziale arriva nonostante le profonde divergenze tra i due. Parton aveva infatti rifiutato l’offerta di Trump di ricevere la Medaglia della Libertà ed era apertamente distante dalle politiche del presidente. Tra le iniziative che hanno evidenziato questa distanza figura anche la maxi-donazione effettuata dalla cantante all’inizio della pandemia di Covid, che contribuì a sostenere la ricerca sui vaccini contro il virus sviluppati dalla casa farmaceutica Moderna.
Nonostante le differenze politiche, Dolly Parton è riuscita nel corso della sua carriera a diventare un simbolo capace di unire persone con orientamenti e opinioni differenti. Un consenso trasversale già evidenziato dal New York Times nel 2019, quando il quotidiano si chiese: «C’è qualcosa su cui andiamo tutti d’accordo?». La risposta fu: «Sì, Dolly Parton».
Letizia Demontis