
Parte la rivoluzione europea degli imballaggi. Dal 12 agosto scattano in tutti i Paesi dell’Unione i primi obblighi previsti dal nuovo regolamento Ppwr, il provvedimento destinato a modificare progressivamente il modo in cui confezioni e involucri vengono prodotti, utilizzati, riciclati e smaltiti.
Non spariranno immediatamente bustine di ketchup, confezioni monouso o piccoli flaconi di shampoo negli alberghi. Le misure più visibili per i consumatori entreranno infatti in vigore soltanto dal 2030. Il percorso, però, comincia ora con le prime disposizioni comuni applicabili nell'intera Unione europea.
Il regolamento è entrato formalmente in vigore nel febbraio 2025, dopo un lungo iter legislativo che aveva provocato un acceso confronto anche in Italia. La nuova disciplina è destinata a sostituire gradualmente la direttiva europea sugli imballaggi risalente al 1994.
Tra le prime novità ci sono i limiti armonizzati alla presenza dei Pfas negli imballaggi destinati a entrare in contatto con gli alimenti.
Conosciute anche come “inquinanti eterni” per la loro elevata persistenza nell'ambiente, le sostanze per- e polifluoroalchiliche saranno sottoposte a nuovi limiti comuni a livello europeo.
Entrano inoltre in gioco definizioni uniformi per fabbricanti e produttori e nuovi requisiti informativi, pensati per rendere più semplice individuare i soggetti responsabili dell'immissione degli imballaggi sul mercato.
Per questa prima fase non sono ancora previste sanzioni specifiche in caso di mancato adeguamento. Gli Stati membri avranno tempo fino a febbraio 2027 per definire le norme nazionali necessarie a punire le violazioni.
La seconda tappa importante arriverà nel 2028, quando entrerà in funzione un sistema armonizzato di etichettatura degli imballaggi.
L'obiettivo è rendere più immediato per i cittadini capire dove conferire le confezioni e ridurre le differenze oggi esistenti tra i diversi Paesi europei nella gestione della raccolta differenziata.
Ma sarà soprattutto dal 2030 che il nuovo regolamento cambierà numerose abitudini quotidiane.
Dal 2030 sarà vietata l'immissione sul mercato di diverse categorie di imballaggi monouso in plastica.
Tra i prodotti interessati ci sono le piccole bustine di ketchup, maionese, salse, conserve, zucchero e creme per il caffè comunemente distribuite in bar e ristoranti.
La stretta riguarderà anche i piccoli flaconi monouso di shampoo, creme e altri prodotti utilizzati nelle strutture alberghiere.
Stop previsto inoltre per alcune confezioni in plastica utilizzate per frutta e verdura fresca preconfezionata in quantità inferiori a 1,5 chilogrammi e per determinati contenitori destinati ad alimenti e bevande consumati all'interno di bar e ristoranti.

Sono previste alcune deroghe, in particolare per le microimprese quando non esistano sul mercato alternative disponibili.
Le nuove regole intervengono anche sul fenomeno delle confezioni sovradimensionate, particolarmente evidente nel commercio elettronico.
Dal 2030 lo spazio vuoto all'interno degli imballaggi utilizzati per il trasporto e l'e-commerce non potrà superare il 50%. L'obiettivo è evitare scatole molto più grandi rispetto al prodotto contenuto, riducendo così il consumo di materiali e ottimizzando anche lo spazio occupato durante il trasporto.
Nello stesso anno entreranno in vigore nuovi obiettivi sul riutilizzo e requisiti più severi sulla riciclabilità.
L'Unione europea punta anche a diminuire progressivamente la quantità complessiva di rifiuti prodotti.
Rispetto ai livelli del 2018, i rifiuti da imballaggio dovranno essere ridotti del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.
Gli imballaggi dovranno inoltre rispettare il principio generale della riciclabilità e saranno classificati secondo tre livelli di prestazione, dalla classe A alla C. Dal 2038 la soglia diventerà ancora più severa: per poter continuare a essere commercializzati nell'Unione europea gli involucri dovranno raggiungere almeno il livello B.
Entro il 2030 gli Stati membri dovranno inoltre arrivare a un tasso di riciclaggio del 70% per la totalità dei rifiuti da imballaggio, mentre dal 2029 dovranno essere promossi sistemi di deposito e restituzione per determinati contenitori monouso per bevande realizzati in plastica o metallo.
Quella che prende il via il 12 agosto è dunque soltanto la prima fase di una trasformazione destinata a svilupparsi nell'arco di oltre un decennio. L'obiettivo europeo è ridurre progressivamente il ricorso all'usa e getta, produrre meno rifiuti e rendere gli imballaggi che continueranno a circolare sempre più facilmente recuperabili e riciclabili.
@Redazione Sintony News