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8 Agosto 2026

Jova Summer Party, Lorenzo Cherubini conquista Olbia con una notte di musica e spettacolo

Dieci ore di festa all’Olbia Arena tra grandi successi, ospiti speciali, cover e omaggi alla Sardegna. Sul palco anche Gabry Ponte e Alfa, protagonista di un emozionante duetto con Jovanotti
Foto credit Laura Morigine

Olbia si è lasciata conquistare ancora una volta da Jovanotti. Dopo il Jova Beach Party, Lorenzo Cherubini è tornato in Sardegna con il Jova Summer Party 2026, trasformando l’Olbia Arena in una grande festa di musica, energia e condivisione.

Tra le incursioni pomeridiane, che gli hanno consentito di alternarsi sul palco con i suoi ospiti, e il grande spettacolo serale, il cantante romano ha coinvolto il pubblico del villaggio allestito all’Olbia Arena con tutta la sua energia. Tra gli ospiti più attesi, le guest star Gabry Ponte e Alfa, con il quale Lorenzo ha cantato “Buon vento”. A fare da filo conduttore anche le numerose dichiarazioni d’amore per la Sardegna.

Lo show serale, iniziato con “Attaccami la spina”, ha ripercorso quattro decenni di musica italiana attraverso le canzoni che hanno segnato la carriera dell’artista e l’immaginario di diverse generazioni.

Al centro della serata sono stati soprattutto i brani più ritmati e corali del suo repertorio: “L’ombelico del mondo”, “Penso positivo”, “Ragazzo fortunato”, “Ti porto via con me” e “L’estate addosso”. Direttamente dagli esordi è arrivata anche l’iconica “Gimme five”, pubblicata nel 1988.

Non sono mancati “Oceanica”, “Tanto”, “Bella”, “Gente della notte”, “Baciami ancora”, “Ciao mamma”, “A te” e “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, con il quale l’artista ha fatto esplodere l’arena. Un repertorio ampio e trascinante, attraverso il quale l’Arca di Lorè ha preso il largo, destinazione infinito.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Dall’altra parte del mondo alla Sardegna

Quella di Olbia è stata la prima tappa italiana del Jova Summer Party 2026, dopo il percorso internazionale dell’Arca di Lorè, partita da Brisbane e Adelaide, in Australia, per poi attraversare l’Europa.

La città del Nord Sardegna rappresenta quindi una nuova tappa del viaggio di Lorenzo, che da qui proseguirà verso il Sud della penisola per poi fare ritorno a Roma. Al Circo Massimo sono in programma due appuntamenti, il 12 e il 13 settembre, che avranno anche un significato speciale perché precederanno di pochi giorni il sessantesimo compleanno dell’artista, nato il 27 settembre.

L’Arca di Lorè ha preso il largo poco dopo le 21, partendo dallo sguardo puro di un bambino. Il viaggio è stato accompagnato da alcuni brani simbolo, scelti per evocare il tema della partenza e della scoperta: “Volare” di Domenico Modugno, “L’Arca di Noè” di Sergio Endrigo, grande esponente della prima scuola genovese, “Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Franco Battiato e “Il cerchio della vita”, dalla colonna sonora del film “Il re leone”. Quella che all’inizio appare come una barca di carta diventa così l’Arca della speranza.

Foto credit Laura Morigine

Un viaggio tra immagini e musica

Lo show ideato da un Lorenzo caleidoscopico e fosforescente procede con un ritmo serrato, sostenuto da filmati e immagini dai colori vivaci, capaci di trasformare la notte in un susseguirsi di suggestioni visive. Con lui ci sono l’amico Saturnino e una band di tredici elementi.

Dopo “Shiva”, il repertorio prosegue con “Attaccami”, “Tanto”, “Gimme Five” e “Oceanica”. Quest’ultimo brano offre a Jovanotti lo spunto per spiegare il significato del “sentimento oceanico”: la condizione nella quale si spera di dissolvere l’ego e di percepire qualcosa di più grande dell’individuo, fino a sentirsi parte di un insieme nel quale “noi siamo tutti uno”.

Uno dei passaggi più emozionanti arriva con Alfa. Il giovane cantautore sale sul palco indossando la maglietta di un vecchio tour di Lorenzo e gli confessa: «È colpa tua se faccio questo mestiere». Il loro incontro si trasforma in un duetto sulle note di “Buon Vento”, accolto con entusiasmo dal pubblico.

Foto credit Laura Morigine

Dai grandi successi agli omaggi

Il concerto continua con “Ora” e “Bella”, prima di lasciare spazio a un videointervento di Francesca Fagnani.

Jovanotti rende poi omaggio a Toto Cutugno attraverso alcuni frammenti de “L’italiano”, mentre “La notte vola” introduce una nuova sequenza di successi: “L’estate addosso”, “Ti porto via con me”, “La notte dei desideri” e “Gente della notte”.

Quando lo sguardo si alza verso il cielo, le stelle fanno da sfondo a “Chiaro di luna”, accompagnata idealmente dal sorriso della dea Selene.

Successivamente arriva “Baciami ancora”, seguita dal tributo a Gino Paoli con “Sapore di sale”. Proprio in questa occasione Lorenzo ricorda un episodio risalente al 1985, quando, ancora giovane dj, trascorse una stagione in una discoteca della Sardegna che probabilmente oggi non esiste più.

Ogni settimana il locale ospitava un cantante famoso e, in una di quelle serate, arrivò Gino Paoli. Jovanotti racconta di aver pensato che l’artista scrivesse bene pur essendo già vecchio e ricorda soprattutto l’impressione provata ascoltando “Il cielo in una stanza”: avrebbe voluto essere lui ad averla scritta.

Foto credit Laura Morigine

Il finale dedicato alla Sardegna

La parte conclusiva dello show è affidata a “Una tribù che balla”, “Ciao mamma” e “L’ombelico del mondo”, prima di arrivare a “Ragazzo fortunato” e “A te”.

Ma il congedo è affidato soprattutto alla Sardegna e alla memoria.

Jovanotti interpreta “No potho reposare” in ricordo del suo amico Andrea Parodi. Poi legge “Noi siamo sardi”, la poesia di Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura nel 1926.

È l’ultimo momento di una giornata nella quale Lorenzo Cherubini ha intrecciato i suoi successi con brani di altri grandi artisti, ricordi personali e riferimenti alla cultura dell’isola.

Dopo una lunga traversata musicale, il pubblico lascia l’Olbia Arena con il buon vento ancora sulla pelle e con l’augurio rivolto da Lorenzo a tutti i presenti: «Le cose più belle del mondo».

 

 

@Redazione Sintony News