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8 Settembre 2026

Estate 2026 da record in Italia: è la più calda dal 1950, superato anche il 2003

La temperatura media nazionale ha raggiunto i 24,3 gradi. Agosto è stato il mese con l’anomalia più marcata e il Cnr avverte: il 2026 potrebbe diventare l’anno più caldo degli ultimi 76 anni

L’estate che si è appena conclusa entra nella storia climatica italiana. Quella del 2026 è stata infatti la più calda registrata nel Paese dal 1950, superando persino il 2003, rimasto per oltre vent’anni il termine di paragone per le estati eccezionalmente torride.

A certificarlo sono le elaborazioni dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), realizzate utilizzando le temperature contenute nella banca dati Era5-Land del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.

Tra giugno e agosto la temperatura media calcolata sull’intero territorio italiano, a due metri dal suolo, ha raggiunto i 24,3 gradi. Nel 2003, fino ad oggi l’estate più calda della serie analizzata, la media si era fermata a 23,6 gradi. Una differenza di sette decimi che consegna al 2026 un nuovo primato.

Calda giornata sole immagini - Download gratuito su Magnific  (precedentemente Freepik)

A rendere ancora più significativo il quadro è l’andamento registrato dall’inizio dell’anno. Da gennaio ad agosto, infatti, ogni mese del 2026 ha fatto segnare temperature superiori rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato più impressionante riguarda agosto, quando la media nazionale ha raggiunto i 25,6 gradi. Il valore supera di ben 5,2 gradi la media di agosto del trentennio 1951-1980, pari a 20,4 gradi, e di 3,5 gradi quella del periodo climatico più recente 1991-2020, attestata a 22,1.

Il mese scorso ha così cancellato anche i precedenti record: nell’agosto 2024 la temperatura media era stata di 24,6 gradi, mentre nel 2017 aveva raggiunto i 24.

Secondo Lorenzo Arcidiaco del Cnr-Ibe, i numeri registrati nei primi otto mesi fanno ipotizzare che il 2026 possa chiudersi come l’anno più caldo in Italia dall’inizio della serie storica presa in esame, nel 1950.

Insolazione immagini - Download gratuito su Magnific (precedentemente  Freepik)

Le mappe mensili delle temperature evidenziano inoltre un'altra anomalia: per la prima volta luglio e agosto sono risultati consecutivamente i più caldi mai registrati nei rispettivi mesi.

I segnali erano arrivati già durante la primavera, quando la temperatura media nazionale aveva toccato i 12,1 gradi, eguagliando il primato stabilito nel 2024, finora considerato l’anno complessivamente più caldo della serie storica.

Non si tratta, però, soltanto di record numerici. Nei primi otto mesi del 2026 circa il 70% del territorio nazionale è stato interessato da anomalie termiche superiori a un grado, mentre su circa il 40% della superficie italiana lo scostamento ha superato i due gradi.

Le aree maggiormente coinvolte si concentrano nelle pianure del Nord-Ovest e nelle zone appenniniche. Ed è proprio qui che emerge una delle conseguenze più preoccupanti: una parte consistente delle superfici sottoposte alle anomalie è destinata all’agricoltura.

Temperature persistentemente superiori alla norma, unite in alcuni territori alla scarsità di precipitazioni, rischiano infatti di pesare direttamente sulle coltivazioni e sulla disponibilità di acqua. Secondo il Cnr-Ibe, proprio il settore primario risulta tra quelli maggiormente esposti agli effetti di un 2026 che, almeno sul fronte delle temperature, continua ad accumulare record.

 

 

@Redazione Sintony News