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6 Agosto 2026

Caldo record, è allarme per il miele sardo: raccolti dimezzati e milioni di api decimate

Le temperature estreme mettono in ginocchio l’apicoltura dell’Isola: perdite fino al 70% della produzione in alcune aree. Gli operatori chiedono aiuti urgenti e invitano i consumatori a scegliere miele italiano
Immagini: pixabay.com

L’estate segnata da ondate di calore eccezionali sta presentando un conto pesantissimo anche all’apicoltura sarda. Le temperature record registrate nelle ultime settimane stanno infatti compromettendo la produzione di miele e la sopravvivenza delle api, con ripercussioni che rischiano di estendersi ben oltre la stagione estiva.

Secondo le prime valutazioni dell’associazione Miele in Cooperativa, in alcune zone dell’Isola la raccolta di miele potrebbe diminuire fino al 70% rispetto a un’annata normale. Un calo che mette in seria difficoltà le aziende del settore, già provate dagli effetti della siccità e degli incendi.

A pesare è soprattutto il caldo estremo, che in diverse aree della Sardegna ha sfiorato i 48 gradi. Condizioni che, spiegano gli apicoltori, hanno provocato la morte o la dispersione di centinaia di milioni di api e danneggiato migliaia di colonie.

Il vicepresidente di Miele in Cooperativa, Francesco Caboni, sottolinea che le temperature elevate provocano il deterioramento e il cedimento dei favi all’interno degli alveari, compromettendo le riserve alimentari e lo sviluppo delle nuove api. Anche le colonie che riescono a sopravvivere risultano fortemente indebolite e potrebbero non essere in grado di affrontare l’inverno.

L’allarme era stato lanciato nei giorni scorsi anche dalla Confederazione italiana agricoltori della Sardegna, che ha chiesto alla Regione un intervento urgente per sostenere un comparto sempre più in difficoltà a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.

Per cercare di salvare gli alveari, molti apicoltori sono costretti a ricorrere a misure straordinarie, distribuendo acqua e nutrimento supplementare alle api per compensare la scarsità di nettare e polline causata dal caldo e dalla siccità.

Alla crisi climatica si aggiunge poi quella del mercato. Secondo Miele in Cooperativa, il miele importato da Paesi extraeuropei continua a essere venduto a prezzi molto più bassi rispetto ai costi di produzione sostenuti dalle aziende italiane, rendendo ancora più difficile la competitività del comparto. Da qui la richiesta di misure di sostegno e l’appello ai consumatori: privilegiare il miele italiano significa sostenere le imprese, proteggere gli impollinatori e contribuire alla tutela dell’agricoltura e della biodiversità.

 

 

@Redazione Sintony News