
Il dibattito sull’utilizzo del niqab e del burqa negli istituti scolastici torna al centro dell’agenda politica. A rilanciarlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che nel corso di un’intervista al Tg2 Post ha ribadito la necessità di introdurre un divieto nelle scuole attraverso un emendamento collegato al disegno di legge sulla sicurezza.
Secondo il ministro, il tema va oltre il semplice abbigliamento e riguarda il concetto stesso di integrazione. Per Valditara, una piena inclusione passa infatti dalla condivisione dei valori fondamentali della società italiana, tra cui il principio della parità tra uomo e donna. Da qui la convinzione che l’ingresso in classe con il niqab o, in alcuni casi, con il burqa rappresenti un segnale di appartenenza a un contesto culturale distante da questi principi.
Nel suo intervento, il titolare del dicastero dell’Istruzione ha inoltre sottolineato che coprire completamente il volto di una donna o di una ragazza significa, a suo giudizio, privarla della propria identità personale e limitarne le relazioni sociali. Per questo ritiene che sia arrivato il momento di vietare l’uso di questi indumenti almeno all’interno delle scuole, considerate luoghi fondamentali di crescita, confronto e integrazione.
Le dichiarazioni del ministro riaccendono così il confronto politico e culturale su un tema che da tempo divide l’opinione pubblica, tra chi considera il divieto uno strumento a tutela dei diritti e dell’uguaglianza e chi, invece, lo ritiene una limitazione della libertà religiosa e personale.
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