
Già dalle prime ore del mattino piazza Sant’Ambrogio, a Milano, si è trasformata in un mare rossonero per l’ultimo saluto a Franco Baresi. Ben prima dell’inizio della cerimonia funebre, centinaia di tifosi si erano radunati davanti alla basilica con sciarpe, bandiere e maglie storiche del Milan, rendendo omaggio a quello che per intere generazioni è stato il simbolo del club.
A dominare la scena la storica bandiera con il numero 6, per anni protagonista in Curva Sud, accolta da lunghi applausi e dal coro “C’è solo un capitano”, intonato a più riprese dai sostenitori. Non è mancato un grande striscione affisso davanti alla basilica con un messaggio carico di affetto: “Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano”.
Accanto ai tifosi, numerosi i volti che hanno scritto pagine importanti della storia del Milan. Tra gli ex calciatori presenti Mauro Tassotti, Alberico Evani, Filippo Galli, Nevio Scala, Angelo Colombo, Marco Simone, Riccardo Montolivo e il nuovo amministratore delegato rossonero Massimo Calvelli. L’arrivo di Paolo Maldini e Marco Van Basten ha suscitato una lunga ovazione, a testimonianza del legame indissolubile tra i grandi protagonisti dell’epopea milanista e i loro tifosi.
Tra i ricordi più emozionanti, quello affidato dall’ex portiere Giovanni Galli, che ha rievocato la finale di Champions League vinta a Barcellona. «Quando Franco sollevò la Coppa era felice – ha raccontato – perché dopo anni di sacrifici aveva riportato il Milan sul tetto d’Europa. Era orgoglioso di aver regalato una gioia immensa ai tantissimi tifosi arrivati fino in Spagna».
Poco prima dell'inizio della celebrazione, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Franco Baresi. Per l'intera giornata le bandiere civiche sono state esposte a mezz'asta in tutte le sedi comunali, mentre la città si è fermata per rendere omaggio a uno dei suoi simboli sportivi più rappresentativi.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre a migliaia di tifosi, i vertici del calcio italiano e numerose istituzioni. Presenti il proprietario del Milan Gerry Cardinale, il presidente Paolo Scaroni, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, il segretario generale della Figc Marco Brunelli e delegazioni del Real Madrid e del Barcellona. Hanno partecipato anche dirigenti e dipendenti di Casa Milan, Milanello e del centro sportivo Vismara, insieme alle rappresentative delle squadre maschili, femminili e del settore giovanile del club. La prima squadra, impegnata nella tournée australiana, non ha potuto essere presente, ma hanno preso parte alle esequie Christian Pulisic e Santiago Gimenez, rimasti a Milanello per proseguire il recupero dai rispettivi infortuni.
L'arrivo del feretro davanti alla Basilica di Sant'Ambrogio è stato accompagnato da un lungo e commosso applauso. La folla ha intonato prima il coro "You Will Never Walk Alone" e poi il tradizionale "C'è solo un capitano", mentre centinaia di sciarpe e maglie rossonere venivano alzate verso il cielo. Tra lacrime e applausi, molti tifosi hanno scandito anche "6 per sempre, Franco Baresi", rendendo omaggio allo storico numero ritirato dal Milan.
Ad accompagnare il feretro all'interno della Basilica di Sant'Ambrogio sono stati sei ex compagni di squadra di Franco Baresi: Daniele Massaro, Roberto Donadoni, Filippo Galli, Marco Van Basten, Giovanni Galli e Angelo Colombo. Al termine della funzione saranno altri sei ex compagni a portare la bara all'uscita della chiesa.
Tra i presenti sono stati accolti con grande affetto Roberto Baggio, Claudio Ranieri, Demetrio Albertini, Massimo Ambrosini, Stefano Eranio, Alessandro Costacurta, Pietro Vierchowod e Nelson Dida. L'ex portiere brasiliano ha definito Baresi "un grandissimo", aggiungendo che l'idea di intitolargli la Curva Sud sarebbe "un riconoscimento giusto" per quanto ha rappresentato nella storia del Milan.
Commosso anche Demetrio Albertini, che ha ricordato il suo ex capitano come "un leader silenzioso", capace però di dimostrare in campo tutto il proprio valore con l'esempio e la personalità.
Parole di grande stima sono arrivate anche dal presidente dell'Inter Giuseppe Marotta, che ha definito Baresi "un'icona del calcio" e il simbolo di un senso di appartenenza oggi sempre più raro. "È un esempio di uomo e di professionista che deve far riflettere e rappresentare un modello per i calciatori di oggi", ha dichiarato.
All'interno della basilica, uno dei momenti più significativi della funzione è stato affidato a Giuseppe Bergomi. L'ex capitano dell'Inter, storico rivale sul campo ma legato da profonda stima a Baresi, ha letto il brano tratto dal Libro della Sapienza: «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. La loro dipartita da noi sembra una rovina, ma essi sono nella pace».
Demetrio Albertini ha poi condiviso anche un ricordo personale del suo ex capitano, rievocando l'abbraccio ricevuto dopo il gol segnato nella semifinale di Champions League contro il Monaco: «Con il suo abbraccio ho provato la stessa emozione del gol segnato venti secondi prima».
Non sono mancati momenti di tensione all'esterno della basilica. L'arrivo del sindaco Giuseppe Sala e del presidente del Milan Paolo Scaroni è stato accompagnato da fischi e contestazioni da parte di una parte dei tifosi presenti. Inoltre, a causa del caldo intenso e dell'elevata affluenza, alcuni sostenitori hanno accusato lievi malori mentre attendevano l'ingresso del feretro, rendendo necessario l'intervento dei soccorritori.
Una cerimonia intensa e partecipata, nella quale Milano e il popolo rossonero hanno salutato non soltanto uno dei più grandi difensori della storia del calcio, ma una bandiera destinata a rimanere per sempre nel cuore del Milan e dei suoi tifosi.
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