
Il caro carburanti continua a mettere sotto pressione il Governo, che è al lavoro per trovare nuove risorse con l’obiettivo di prorogare il taglio delle accise introdotto a fine luglio. La riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio, entrata in vigore il 28 luglio, non è infatti riuscita a riportare i prezzi sotto la soglia dei 2 euro al litro, lasciando irrisolto il problema per automobilisti e imprese.
Al Ministero dell’Economia sono in corso le valutazioni per finanziare un nuovo intervento. Nella precedente operazione erano stati stanziati 125 milioni di euro, reperiti attraverso le sanzioni dell’Antitrust e il Fondo per gli interventi di politica economica. Ora, invece, il Governo starebbe guardando al maggior gettito Iva incassato grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti registrato a luglio, utilizzando il meccanismo delle cosiddette “accise mobili” per finanziare una nuova riduzione.

Le risorse, tuttavia, potrebbero non essere sufficienti, soprattutto se l’esecutivo deciderà di estendere il taglio anche alla benzina oltre che al gasolio. Per questo motivo sul tavolo sono già allo studio altre possibili coperture finanziarie.
Tra le ipotesi in valutazione compare anche un incremento della tassazione sugli alcolici. Nei giorni scorsi, all’interno della maggioranza, era stata presa in considerazione anche la possibilità di aumentare il prelievo fiscale sui prodotti del tabacco, soluzione che al momento non sembra essere stata portata avanti.
Sul tema è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha indicato una strada alternativa: reperire le risorse da chi, a suo giudizio, sta registrando profitti particolarmente elevati, come banche e aziende energetiche. Un’ipotesi che per ora non sembra destinata a tradursi in un provvedimento immediato, ma che potrebbe tornare al centro del confronto politico nei prossimi mesi, durante la discussione della prossima legge di Bilancio.
@Redazione Sintony News