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30 Luglio 2026

Ussassai chiude le sue piscine naturali: vietati bagni e acquatrekking, multe fino a 500 euro

Il sindaco firma un'ordinanza per proteggere i torrenti dall'assalto dei visitatori. Stop agli accessi nelle aree più fragili: "La tutela dell'ambiente viene prima di tutto"
Immagine generata con l'IA

Le piscine naturali di Ussassai diventano off-limits. Con un'ordinanza firmata dal sindaco Chicco Usai, il Comune ogliastrino ha disposto il divieto di balneazione, acquatrekking ed escursioni organizzate nei principali tratti fluviali del territorio, una decisione presa per salvaguardare un ecosistema sempre più sotto pressione a causa dell'elevato numero di visitatori.

Il provvedimento interessa il Rio Sa Taula, nel tratto compreso tra la piscina di S'Arcada e la confluenza con il Rio San Gerolamo, oltre al Rio Isara, al Rio San Gerolamo e alla piscina naturale di Caddargiu de Sini. Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni amministrative fino a 500 euro.

Complice il caldo eccezionale di questa estate, i torrenti dell'entroterra sono diventati una delle mete preferite di escursionisti e bagnanti in cerca di refrigerio lontano dalle spiagge affollate.

Territorio

Immagine da Comune di Ussassai

Le pozze d'acqua cristallina di Ussassai, un tempo conosciute soprattutto dai residenti, negli ultimi anni hanno attirato un numero crescente di turisti provenienti sia dalla Sardegna che dal resto d'Italia e dall'estero. Una pressione che, secondo l'amministrazione comunale, ha ormai superato il livello di sostenibilità.

Alla base della decisione c'è la volontà di proteggere aree considerate di grande valore naturalistico.

Il Comune sottolinea come questi ambienti fluviali abbiano dimensioni ridotte e un equilibrio particolarmente delicato, incompatibile con la presenza contemporanea di decine di persone. L'obiettivo è preservare l'integrità del patrimonio ambientale e ridurre i rischi legati alla sicurezza dei visitatori.

A contribuire al boom di presenze è stato anche il crescente successo delle immagini condivise sui social network. Video e fotografie delle piscine naturali hanno trasformato questi angoli nascosti dell'Ogliastra in mete sempre più ricercate, con un passaparola digitale che ha moltiplicato gli arrivi.

Secondo il sindaco, luoghi di poche decine di metri quadrati non possono sostenere un afflusso così elevato senza conseguenze per l'ambiente e per l'incolumità delle persone.

L'amministrazione è consapevole che il provvedimento potrebbe suscitare malumori, ma ribadisce la necessità di intervenire. Il sindaco ha evidenziato come il beneficio economico per il paese derivante da questo tipo di turismo sia limitato e non giustifichi i rischi ambientali e di sicurezza connessi a un afflusso incontrollato.

Per questo motivo il Comune annuncia una linea rigorosa nei controlli, con l'obiettivo di far rispettare il divieto e garantire la conservazione di uno dei patrimoni naturalistici più suggestivi dell'entroterra sardo.

 

 

@Redazione Sintony News