
In Sardegna il taglio delle accise da 17 centesimi di euro al litro sul gasolio non è stato trasferito ai prezzi alla pompa, al punto che oggi ogni automobilista paga sul pieno 2,1 euro più del dovuto. Lo denuncia Adiconsum Sardegna, sulla base dei dati regionali ufficiali pubblicati dal Mimit.
“Il 28 luglio scorso è entrato in vigore lo sconto sulle accise varato dal governo ma gli automobilisti sardi non hanno goduto pienamente dell’agevolazione fiscale a causa delle solite speculazioni da parte della filiera dei carburanti – attacca il presidente Giorgio Vargiu – Il prezzo medio del gasolio è passato infatti da 2,192 euro al litro del 27 luglio, prima del taglio delle accise, agli attuali 2,064 euro/litro, con una riduzione di soli 12,8 centesimi al litro. In termini di spesa il mancato trasferimento dello sconto sul prezzo alla pompa porta un pieno di diesel a costare oggi 2,1 euro più del dovuto”.
“Se consideriamo i rifornimenti giornalieri dei cittadini sardi e l’enorme presenza di turisti che si spostano in auto tra le località della Sardegna, i danni per i consumatori sono milionari, e per questo ci aspettiamo che la Guardia di finanza, cui il Mimit ha segnalato i distributori inadempienti, sanzioni con la massima severità i responsabili di speculazioni, anche se le speranze sono poche, considerato che in occasione dei precedenti tagli alle accise le multe verso i trasgressori sono state minime” – conclude Vargiu.
@Redazione Sintony News