
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato RTI S.p.A. con una multa complessiva di 59.606 euro per la trasmissione di immagini particolarmente cruente del corpo di Chiara Poggi durante alcune puntate dei programmi televisivi Le Iene e Zona Bianca. Contestualmente, l'Autorità ha disposto il divieto assoluto di riproporre quelle fotografie, ritenendo che la loro diffusione non fosse giustificata da esigenze di cronaca.
Il provvedimento arriva dopo l'accoglimento dei reclami presentati dai genitori della giovane, Giuseppe Poggi e Rita Preda, che avevano contestato la messa in onda di immagini ritenute lesive della dignità della figlia.
L'Autorità ha esaminato due programmi trasmessi nel 2025, periodo in cui il delitto di Garlasco era tornato al centro dell'attenzione mediatica per i nuovi sviluppi investigativi.
La prima contestazione riguarda lo speciale de Le Iene, andato in onda il 30 marzo 2025, nel quale venivano mostrate immagini del corpo senza vita di Chiara Poggi con evidenti tracce di sangue. La seconda interessa invece una puntata di Zona Bianca del 9 luglio 2025, durante la quale erano stati trasmessi particolari relativi ad alcune ferite e ai lividi presenti sul corpo della vittima.

Nelle motivazioni del provvedimento, il Garante sottolinea che quelle immagini non erano indispensabili per comprendere i fatti né aggiungevano elementi utili all'informazione del pubblico.
Secondo l'Autorità, la diffusione dei dettagli più crudi avrebbe superato i limiti del diritto di cronaca, trasformandosi in una forma di "morbosa spettacolarizzazione" della vicenda, incompatibile con il principio di essenzialità dell'informazione e con il rispetto della dignità della persona.
La sanzione complessiva ammonta a 59.606 euro ed è suddivisa in due importi distinti: 51.091 euro per la puntata de Le Iene e 8.515 euro per quella di Zona Bianca.
Oltre alla multa, il Garante ha ordinato la cancellazione delle immagini contestate e ne ha vietato qualsiasi ulteriore diffusione.
La decisione è stata accolta favorevolmente dai familiari di Chiara Poggi. Attraverso il loro legale, l'avvocato Vinicio Longo, hanno ribadito che immagini di questo tipo possono essere diffuse solo quando risultino realmente indispensabili per illustrare un nuovo e concreto elemento investigativo, circostanza che, secondo la loro posizione, non ricorreva nei casi esaminati.
La vicenda giudiziaria, inoltre, potrebbe non essere conclusa. La famiglia Poggi ha infatti presentato altri reclami al Garante della Privacy nei confronti di un'ulteriore trasmissione televisiva e di un settimanale, sempre per la pubblicazione di immagini ritenute lesive della dignità della vittima.
@Redazione Sintony News