
Nuove tensioni sul fronte dei rapporti tra Russia e Telegram. Il Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) ha annunciato di aver emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato della popolare piattaforma di messaggistica, accusandolo di complicità nel terrorismo.
Secondo quanto riferito dall’intelligence di Mosca, l’imprenditore, nato in Russia ma in possesso anche della cittadinanza francese ed emiratina, sarebbe coinvolto in un’indagine che riguarda presunte attività di reclutamento e addestramento di giovani russi da parte dei servizi segreti ucraini con finalità di sabotaggio.
Al centro dell’inchiesta c’è “Leo Match”, un bot presente su Telegram che, secondo l’Fsb, sarebbe stato utilizzato da agenti ucraini per entrare in contatto con ragazzi russi fingendosi giovani donne. L’obiettivo, sempre secondo le autorità russe, sarebbe stato quello di convincerli a compiere azioni contro infrastrutture energetiche e di trasporto o ad aggredire appartenenti alle forze dell’ordine.

Foto dal profilo Instagram: durov
L’Fsb afferma che, nell’ultimo anno, sarebbero stati arrestati 46 cittadini russi, di età compresa tra i 12 e i 22 anni, ritenuti coinvolti in episodi di sabotaggio e violenza riconducibili a questo sistema di reclutamento.
Pavel Durov si trova attualmente in Francia, dove è già sottoposto a sorveglianza giudiziaria nell’ambito di un procedimento avviato dalla magistratura francese nel 2024. Le autorità di Parigi gli contestano di non aver adottato misure sufficienti per contrastare la diffusione di contenuti riconducibili alla criminalità organizzata sulla piattaforma Telegram. Per questo motivo non può lasciare il territorio francese senza una specifica autorizzazione.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente scontro tra Mosca e le principali piattaforme digitali. Da mesi, infatti, la Russia ha introdotto pesanti restrizioni all’accesso sia a Telegram sia a WhatsApp, sostenendo che tali servizi vengano sfruttati dai servizi di intelligence ucraini per condurre attività ostili nei confronti del Paese. Al momento, le accuse formulate dall’Fsb rappresentano la posizione ufficiale delle autorità russe e non risultano confermate da decisioni giudiziarie definitive.
@Redazione Sintony News