News

Attualità
28 Luglio 2026

Quarta ondata di calore sull’Europa, gli esperti avvertono: «L’estate 2026 è già fuori scala»

Temperature ben oltre la media, anticiclone africano in arrivo e un nuovo El Niño che potrebbe raggiungere livelli mai registrati

L'Europa si prepara ad affrontare la quarta ondata di calore dell'estate, ma ciò che preoccupa maggiormente gli esperti non è soltanto il nuovo picco di temperature. A rendere eccezionale il 2026 è infatti la continuità con cui gli episodi di caldo estremo si stanno susseguendo, senza concedere vere pause.

Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento, il bilancio della stagione è già nettamente superiore alla media degli anni precedenti, sia per il numero delle ondate di calore sia per la loro intensità.

Le brevi parentesi di temperature più miti non sono state sufficienti a interrompere una sequenza quasi continua di giornate roventi. E il quadro potrebbe non cambiare nemmeno con l'arrivo di agosto.

Le patologie da calore - CDI Centro Diagnostico Italiano

Nei prossimi giorni un nuovo campo di alta pressione di origine subtropicale risalirà dal Nord Africa attraversando prima la Spagna e il sud della Francia, per poi raggiungere l'Italia.

Il copione sarà simile a quello già visto nelle settimane scorse: caldo diffuso su tutta la Penisola, con valori che in molte aree si manterranno ben oltre le medie climatiche del periodo, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.

Le attuali elaborazioni indicano che l'ondata di calore dovrebbe persistere almeno fino al 7-8 agosto, ma gli esperti invitano alla prudenza perché, oltre quella data, l'evoluzione meteorologica resta ancora incerta.

A rendere ancora più complesso lo scenario climatico sono gli ultimi aggiornamenti relativi a El Niño, il fenomeno naturale legato al riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale.

Ondate di calore, temperature sopra le medie stagionali per altri due  giorni – Cronaca Flegrea

Secondo il meteorologo Mattia Gussoni, di iLMeteo.it, le più recenti proiezioni indicano la possibilità che nei prossimi mesi si sviluppi un evento di intensità eccezionale, potenzialmente superiore ai grandi episodi che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.

Negli ultimi cinquant'anni il pianeta ha già vissuto alcuni "Super El Niño", come quelli del 1982-1983, del 1997-1998, del 2015-2016 e del 2023-2024, che hanno modificato profondamente il comportamento del clima a livello globale.

Le simulazioni stagionali diffuse dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ipotizzano ora anomalie della temperatura superficiale del Pacifico che potrebbero raggiungere valori mai osservati in precedenza, con picchi stimati fino a +3,5 gradi rispetto alla media.

Pur sviluppandosi a migliaia di chilometri dall'Europa, El Niño è in grado di influenzare il clima anche nel bacino del Mediterraneo attraverso complessi collegamenti atmosferici su scala globale.

Caldo a Roma, l'allarme degli scienziati: le ondate di calore sono solo la  punta dell'iceberg - insalutenews.it

Secondo gli esperti, l'interazione tra questo fenomeno naturale e il riscaldamento globale potrebbe favorire lunghi periodi dominati dall'alta pressione, con estati sempre più torride, siccità persistente e un progressivo aumento della temperatura dei mari.

Quando questi blocchi atmosferici si interrompono, soprattutto tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, il Mediterraneo surriscaldato può alimentare fenomeni meteorologici particolarmente intensi.

Mari più caldi significano una maggiore quantità di energia e umidità disponibile nell'atmosfera. L'arrivo delle prime perturbazioni fredde potrebbe quindi innescare precipitazioni molto intense, alluvioni improvvise e favorire la formazione dei cosiddetti Medicane, i cicloni mediterranei che negli ultimi anni stanno interessando con maggiore frequenza alcune aree del Mare Nostrum.

Gli esperti parlano di uno scenario che richiederà particolare attenzione soprattutto tra la fine del 2026 e il 2027, periodo nel quale gli effetti del possibile "Super El Niño" potrebbero manifestarsi con maggiore evidenza anche alle nostre latitudini.

Colpo di calore: come riconoscere i sintomi? - Paginemediche

Secondo Gussoni, il rapido riscaldamento delle acque del Pacifico potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il sistema climatico terrestre. L'ipotesi è quella di un cambiamento capace di accelerare dinamiche già in atto, in un contesto reso ancora più delicato dall'aumento delle temperature globali.

Gli studiosi invitano tuttavia alla cautela: le proiezioni climatiche descrivono scenari possibili e saranno necessari ulteriori aggiornamenti nei prossimi mesi per confermare l'intensità del fenomeno e valutarne con maggiore precisione gli effetti sull'Europa e sul bacino del Mediterraneo.

 

@Redazione Sintony News