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27 Luglio 2026

Torino, torna a vedere dopo cinque anni di cecità: trapianto all’occhio mai eseguito prima al mondo

Alle Molinette intervento eccezionale su una donna di 67 anni: trasferiti da un occhio all’altro il segmento anteriore e, per la prima volta, la parte centrale della retina

Dopo oltre cinque anni trascorsi nel buio, una donna di 67 anni è tornata a vedere grazie a un intervento eseguito per la prima volta al mondo all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Una complessa operazione durata quasi sei ore ha permesso di trasferire da un occhio all’altro non soltanto l’intero segmento anteriore, ma anche la macula, la zona centrale della retina fondamentale per la visione dei dettagli.

La paziente, Elena, aveva perso completamente la vista in seguito alle conseguenze di un grave incidente stradale. I due occhi presentavano però danni differenti e proprio questa particolare condizione ha consentito all’équipe della Clinica Oculistica universitaria, diretta dal professor Michele Reibaldi, di tentare una strada fino a oggi mai percorsa.

Recupera la vista dalla totale cecità dopo un autotrapianto a Torino: è la  prima volta nella storia

Nell’occhio sinistro il trauma aveva provocato una lesione irreversibile del nervo ottico: le strutture oculari erano rimaste sane, ma l’occhio non poteva più vedere perché incapace di trasmettere al cervello gli impulsi visivi.

La situazione era opposta a destra. L’occhio, già colpito da maculopatia, aveva riportato danni gravissimi alla retina e alla cornea. La perdita della porzione contenente le cellule staminali rendeva inoltre impossibile ricorrere a un tradizionale trapianto di cornea.

Da questa situazione è nata l’intuizione dei medici torinesi: utilizzare le parti ancora sane dell’occhio sinistro, ormai inutilizzabili ai fini della visione per il danno al nervo ottico, per ricostruire l’occhio destro.

L’équipe ha così prelevato e trasferito un unico blocco anatomico comprendente cornea, sclera, congiuntiva e la porzione centrale della retina. Proprio il trapianto della macula rappresenta la principale novità dell’intervento.

In passato alle Molinette era già stato realizzato un trapianto contemporaneo completo del segmento anteriore dell’occhio, ma mai, secondo i medici, era stato possibile trasferire anche la zona centrale della retina.

Il risultato è stato una sorta di “trasloco biologico”: le parti funzionanti di due occhi gravemente compromessi sono state utilizzate per consentire alla paziente di recuperare la capacità visiva.

Autotrapianto dell'occhio, Elena torna a vedere dopo oltre 5 anni. Prima  volta al mondo a Torino

A quasi tre settimane dall’operazione, i progressi sono continui. Elena ha inizialmente ricominciato a percepire la luce, successivamente ha distinto le immagini in bianco e nero e ora riesce a vedere anche i colori.

«Sono supercontenta», ha raccontato la donna, concedendosi anche una battuta dopo essersi guardata nuovamente allo specchio a distanza di cinque anni: «Sono arrabbiata perché cinque anni fa mi vedevo meglio». Una frase pronunciata con ironia prima di annunciare la notizia più attesa: il ritorno a casa.

Uno dei momenti più emozionanti per l’équipe è arrivato quando Elena è riuscita a riconoscere nuovamente il volto del figlio e Joe, il cane che l’aveva accompagnata in ospedale e che per anni era stato i suoi occhi. Adesso potrà vedere anche il nipotino e presto conoscere con i propri occhi un altro nipote in arrivo.

Per Reibaldi il risultato apre «una nuova frontiera nella chirurgia oculistica». Un traguardo raggiunto attraverso una vera e propria maratona operatoria e grazie al lavoro congiunto di oculisti, anestesisti, infermieri e personale sanitario. Un intervento sperimentale che, per Elena, ha già significato qualcosa di molto concreto: tornare a vedere il mondo dopo cinque anni di buio.

 

@Redazione Sintony News